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Associazione culturale fondata nel 2005 per la divulgazione e la valorizzazione degli scrittori molisani e di origine molisana. Presidente Gabriella IACOBUCCI. Blog a cura di Barbara BERTOLINI.

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La sua prima raccolta di versi, Prima di sera*, è stata presentata al pubblico il 4 gennaio di quest’anno a Sant’Elia a Pianisi, suo paese natale. Relatori Giampaolo Colavita, Mariella Di Brigida, Leonardo Sciannamè.
A Mariella Di Brigida, curatrice della raccolta,
abbiamo chiesto di poter pubblicare alcune sue considerazioni critiche, e
soprattutto di scegliere dei versi che ci introducano nel mondo poetico
dell’Autore.
Il 18 e 19 ottobre scorso, presso la Bridgewater State University, negli USA, si è tenuto un Symposium dedicato allo scrittore canadese Nino Ricci. Due giorni di incontri in cui Ricci ha letto in anteprima alcune pagine del suo ultimo romanzo, The Love Song of J. Alfred Prufrock, e studenti, studiosi e scrittori hanno letto, commentato e approfondito le tante altre sue opere. Tra loro Gabriella Iacobucci, invitata come traduttrice italiana di Lives of the Saints, il romanzo opera prima che rese famoso lo Scrittore, e poi dell’intera trilogia. Qui di seguito pubblichiamo l’indirizzo di saluto da lei rivolto ai presenti.
TRANSLATING
THE WORKS OF NINO RICCI
di Gabriella Iacobucci (versione italiana)
Sono la traduttrice italiana dei primi tre romanzi di Nino Ricci: quello d’esordio, Lives of The Saints, e i due successivi, In A Glass House e Where She Has Gone. Vengo dal Molise, la terra dalla quale proviene anche Nino Ricci e che è la protagonista di Lives of the Saints. Una piccolissima regione che fotografata dall’alto ha la forma di una farfalla.
Articolo di Rita Frattolillo, pubblicato dal QUOTIDIANO DEL MOLISE il 24 maggio 2024
https://www.quotidianomolise.com/articolo/scaffale-mie-letture-lina-pietravalle
Il Molise è stato una potente fonte d’ispirazione per la scrittrice Lina Pietravalle (1887-1956), anche se ha potuto viverci poco, o forse proprio per questo. Sta di fatto che ha continuato durante tutta la sua esistenza ad aggirarsi tra le vibrazioni dell’infanzia aurea passata nel Casino della Cipressina (Bagnoli del Trigno), a Salcito, dove il padre Michele rifulgeva di vita e operosità, e i felici momenti legati al suo matrimonio giovanile con il giornalista Pasquale Nonno nel villaggio di Chiauci, popolato da una umanità istintiva immersa in un tempo senza storia. Tutta la sua produzione letteraria, che le è valsa due premi importanti, il premio Bemporad (1923) e il premio Viareggio (1932), è intrisa del mondo primitivo e intangibile dei fieri molisani. Un mondo raccontato con penna feconda e sontuosa, linguaggio ardito, impastato di termini dotti, neologismi e dialettismi.
Il riccese Renato Di Criscio presenterà il suo libro SABBIA RIGIDA. Viaggio tra i grattacieli e il Partenone, per esplorare la relazione tra l’architettura e l’edilizia, nella Sezione Indipendenti del Salone del Libro di Torino di quest’anno, al Padiglione 2 Stand F103. Il saggio, che indaga il rapporto tra architettura ed edilizia, è arricchito da numerosi riferimenti a personalità di rilievo nel panorama architettonico, nel cinema e nella letteratura, attraverso i quali si rafforzano le argomentazioni esposte nell’opera.
Di Gabriella Iacobucci
Sette anni fa, il 7 marzo 2017, moriva a Los Angeles il geniale scrittore di Casacalenda Pietro Corsi. Una di quelle persone che lasciano un segno in quelli che l’hanno conosciuto e la cui perdita lascia un rimpianto che cresce nel tempo, man mano che la consapevolezza del loro valore si fa più chiara nella mente.
Prima che la posta elettronica prendesse il sopravvento, mi scriveva ogni tanto delle lettere battute a macchina. Per dirmi dei suoi programmi, dei libri che stava scrivendo, dei personaggi che voleva raccontare, o anche di vicende familiari. Alcune di queste lettere le ho donate alla Biblioteca Caradonio Di Blasio di Casacalenda, insieme a manoscritti e libri di Pietro, nella speranza che contribuiscano alla formazione di un fondo a suo nome. Ce n'è una però che ho conservata, una lettera datata 1 febbraio 1994.
di Barbara Bertolini
Si è spento all’età di 75 anni Filippo Salvatore, l’italo-canadese Professore emerito di studi italiani e canadesi alla Concordia University di Montréal. Nato a Guglionesi, nel Molise, si trasferisce in Canada con la famiglia all’età di 16 anni. Mente brillante, dopo la laurea riesce a conseguire un dottorato di ricerca presso la Harward University che lo proietta nel mondo universitario canadese come titolare della cattedra sul pensiero rinascimentale e moderno italiano nel Dipartimento di lettere moderne e linguistica.
di Gabriella IACOBUCCI
La biblioteca di Ripalimosani ha una storia più complessa - e ancora da
scrivere, come vedremo - in quanto coincide con la storia dell’antico Convento
S. Pier Celestino. Questo Convento, che ricorda nel nome il grande papa che vi
aveva soggiornato, nel maggio scorso con un regolare atto di compravendita è
diventato proprietà del Comune. Ultimi
proprietari erano stati gli Oblati, i quali lo avevano acquistato nel 1936 da
una delle tante congregazioni religiose che vi si erano succedute in settecento
anni - i Benedettini, i Celestini, i Frati Minori Osservanti, i Frati Minori
Riformati- e vi avevano soggiornato fino al 2013. Su questo Convento, per anni centro religioso
e culturale di notevole importanza, e in attesa dei previsti finanziamenti del PNRR,
il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, si appuntano ora le speranze e si
moltiplicano i progetti dei ripesi.
Fondo “Nino Amoroso” e selezione di Autori Molisani alla Biblioteca di Macchiagodena.
Le biblioteche molisane che risultano dal censimento
dell’ICCU (Istituto Centrale per il Catalogo Unico) sono ben 136, cioè lo
stesso numero dei comuni molisani – dice la dottoressa Francesca Carnevale ̶ ma di fatto la
maggior parte sono chiuse e, quando aperte, cosa alquanto grave, sono senza
bibliotecari e non in rete.
Tra le eccezioni spicca il Comune di Macchiagodena, un delizioso paese che affaccia su un panorama incantevole di montagne e che, sotto la guida di un sindaco aperto e lungimirante, Felice Ciccone, ha fatto del libro il suo segno distintivo e della cultura la sua forma di investimento privilegiata. I libri qui sono dappertutto, ma i più importanti sono racchiusi in una torre (un caso?) che funge da biblioteca.
Tante immagini drammatiche e convulse, tanta commozione sincera, tanti discorsi, e tanta inevitabile retorica. É la storia viva di questi giorni.
Loreta Giannetti ha inviato dal Canada questa piccola
composizione. L'ha scritta di getto, dice, il suo modo di protestare contro la
guerra imposta dall'armata russa all'Ucraina, "il suo colpo di fucile con
le parole".
Solo che questo non fa
rumore, è il linguaggio eterno e universale delle fiabe...
Eccola:
G.I.
di Loreta
Giannetti
C'era una volta
Nel
paese del Sol Tramonto
Un re
potentissimo e ricchissimo
Che
comandava i suoi sudditi
Con una mano di ferro.
di Gabriella IACOBUCCI
Affabile, mite, rispettoso; un uomo dalla corporatura robusta e dalle movenze leggiadre: un sentimentale! Accurato anche nel vestire, cravatta rigorosamente intrecciata sotto il colletto bianco; abito decente, stirato; il taglio dei capelli conforme alla rotondità del suo viso. Chiacchierando con amici, egli assumeva spesso il tratto tipicamente maschile: quello cioè della mano in tasca, così da far scendere morbidamente il lembo della giacca sul pantalone, mediante un guizzo di grazia civettuola. E, anche quando fumava, il gesto era misurato e dignitoso, come per un rito.
di Gabriella Iacobucci
L’ inaugurazione di un monumento, grande o piccolo che sia, è un momento significativo nella storia di una comunità. Quello in cui essa riconosce il valore di un suo concittadino e gli affida il compito di rappresentarla agli occhi del mondo esterno, di raccontarne la storia. E un paese ricco di targhe, di lapidi, di monumenti, è un paese che parla al visitatore. Il 9 agosto scorso è arrivato finalmente il turno della scrittrice Lina Pietravalle, che con la targa a lei dedicata è entrata a far parte ufficialmente della storia di Chiauci.
Il 23 aprile si celebra la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d'Autore, promossa dall'UNESCO per la celebrazione della lettura come attività culturale fondamentale nella storia dei popoli e dell'umanità.
Molise d’Autore per l’occasione ha scelto alcune significative immagini degli incontri di Lettura a Tavolino di Biblioteche Aperte tenuti a Baranello, Fossalto, Casacalenda e Riccia dieci anni fa.
Sul numero in edicola della rivista IL BENE COMUNE troverete questa
settimana la scheda del romanzo di Pietro Corsi ‘Il morbo dell’Ozio’ che lo scorso
anno, all’inizio della pandemia, inaugurò la fortunata rubrica del blog di
Molise d’Autore intitolata “Lo Scaffale dei libri dimenticati”. Inizia così un rapporto di collaborazione tra
Molise d’Autore e la importante rivista culturale molisana che prevede la pubblicazione,
nei prossimi numeri, di altre schede di “libri dimenticati”.
Nei giorni 5 e 6 novembre dello scorso
anno - il covid era una realtà ancora lontana e insospettabile - si svolse
presso l’Università degli Studi del Molise un importante convegno
internazionale, Geographies of Being:
Patterns and Paths in Transnational Dialogues. Come ospite d’onore era presente
il famoso scrittore italocanadese Nino Ricci, che in quell’occasione parlò
delle sue origini molisane e delle radici della sua scrittura nel corso di
un’intervista con Gabriella Iacobucci.
PATRIE
IMMAGINARIE: INTERVISTA A NINO RICCI
Gabriella Iacobucci: Vuole illustrare come è nata l’idea del suo primo romanzo Lives of the Saints?
Nino Ricci: L’idea iniziale non era certamente quella di scrivere un romanzo sull’emigrazione né sulle mie radici italiane. Basti pensare che da ragazzo ritenevo che essere italiano non avesse alcunché di positivo. Essere un emigrato significava vedere solo gli aspetti negativi della propria etnicità.
Ē novembre, la pandemia si è riaccesa, siamo in zona gialla.
Dopo un intervallo durato più a lungo del solito, riprende lo Scaffale dei
libri dimenticati iniziato nel marzo scorso, ma questa volta con un nuovo
spirito, un’idea che si è andata chiarendo man mano durante il percorso. Ci
siamo resi conto, infatti, che la scelta cadeva istintivamente su libri che
rispecchiavano la realtà, la storia, il carattere della terra in cui siamo
nati, il Molise. La letteratura molisana
non è solo questa, lo sappiamo. Ma è questa che ora ci accende il cuore. E
quindi avanti con un nuovo entusiasmo che MdA spera di trasmettervi e
condividere con voi.
Le schede non pretendono di sostituire i libri,
naturalmente, come le schede dei film che i cinefili trovano su Google non
sostituiscono la visione dei film. Possono essere però qualcosa: uno stimolo,
un pretesto, un’occasione di riflessione. Basta leggere i numerosi commenti –
ciascuno a suo modo sorprendente — che i lettori
hanno inviato. Li invitiamo a farlo ancora, perché abbiamo capito che le schede
saranno complete solo con le loro riflessioni, idee, ricordi. E anche se i
libri che proponiamo forse non avrete mai occasione di tenerli tra le mani e sfogliarli,
in questo piccolo cenacolo virtuale essi vivranno ancora. Cioè produrranno
conoscenza, faranno riflettere, commuoveranno, cambieranno il mondo. Perché questo
sono i libri.
Ecco a voi dunque la Scheda 5 curata da Rita
Frattolillo, la quale ha raccolto pienamente questo messaggio proponendo un
discusso e poco conosciuto testo di Raffaele Capriglione. Una preziosa novità,
per Lo scaffale, perché il testo è un misto di prosa e poesia, e le poesie sono
in dialetto, ma si tratta di un antico bellissimo dialetto di Santa Croce di
Magliano, dove l’Autore è nato nel 1874.
E ancora, faccio notare, una Ed. Enne, a sottolineare il ruolo fondamentale di questa casa editrice nella costruzione di una letteratura molisana.
Testo di Rita Frattolillo
di Raffaele
Capriglione (Santa Croce di Magliano 1874-1921), pref. di F. D’Episcopo,
Edizioni Enne, 1995.
Perché
Riprendo volentieri la “provocazione” lanciata da Gabriella Iacobucci a proposito di Donato Del Galdo e del suo essere tra i protagonisti di quella che lei, giustamente, definisce letteratura contadina. Definizione che si attaglia particolarmente bene a coloro che, profondamente radicati nella terra di Molise hanno interpretato e descritto le tradizioni, gli umori viscerali, la durezza di vita della sua gente “cafona” e tenace, semplice e genuina.
VITA DI CONTADINI
di Donato Del Galdo (San Giuliano di Puglia 1917- Campobasso 2000)
Edizioni Enne , Campobasso 1981.
Perché
Non so se esiste nei libri di letteratura italiana un capitolo dedicato alla letteratura contadina, ma per il Molise quella più autentica e significativa dovrebbe avere questo nome. Una letteratura indigena, si potrebbe dire, da affiancare a quella borghese e più “italiana” che proprio in quanto tale è considerata vera letteratura. Non a caso i nomi più importanti della letteratura molisana sono scrittori borghesi, colti, vissuti per lo più fuori del Molise.
A IL MOLISE CHE VA, trasmissione dell’emittente regionale TLT MOLISE, il giornalista Michele D’Alessio intervista
Gabriella Iacobucci di Molise d’Autore e Claudio Di Cerbo, responsabile di Italia
nostra, sezione di Isernia, sui temi del territorio molisano e della sua tutela
e valorizzazione sotto l’aspetto ambientale e culturale.
https://www.tltmolise.it/il-molise-che-va/