Quale deve essere stata la meraviglia
dell’umanista tedesco Konrad Peutinger quando un suo collega, Konrad Celtes, probabilmente per sdebitarsi di
un servigio ricevuto, gli ha srotolato davanti
ai suoi occhi una lunghissima pergamena che gli ha donato. Seimilasettecentocinquantadue
centimetri di informazioni stradali con
disegnati i luoghi importanti di tutto il territorio romano e suddivisa in 11
fogli detti “segmenta”.
Questa carta, che vuole essere un
sommario delle grandi strade dell’Impero romano, realizzata nel periodo
imperiale (forse III secolo d.C.), ricopiata successivamente nel Medioevo ̶ probabilmente da monaci amanuensi ̶ era stata rinvenuta
nel 1507 da Celtes che si era rifiutato di dire dove l’aveva scoperta. Konrad
Celtes aveva viaggiato molto, anche in Italia, e si era spostato in varie università
tedesche, divenendo poi direttore di biblioteche, tra cui quella viennese. E’
impossibile indovinare dove abbia potuto prelevare il “codex Vindobonensis 324”
(questo il suo nome) che è ora conservato nella Biblioteca Nazionale di Vienna.
La pergamena ha poi preso il nome di “peutingeriana” in onore di Peutinger che
l’ha fatta conoscere al mondo accademico.
