di Rita Frattolillo
Ekaterina (End, 2017,
pp.383, 15 euro) di Marialuisa Bianchi è un bell’esempio di come in un romanzo
storico si possa armonizzare la rigorosa ed eminente formazione storica dell’A.
– che si dispiega appieno soprattutto nella potente rappresentazione della
Firenze medicea – con la capacità di legare documenti autentici con storie e
personaggi di pura invenzione letteraria. Che non sia il “solito” romanzo si
coglie fin dall’incipit, quando il lettore si trova trasportato tra i boschi di
betulle della terra russa, evocati con rimpianto dalla giovane protagonista,
Ekaterina. Evocazioni disseminate quale leit-motiv
lungo tutta la narrazione, a figurare il persistente richiamo delle radici
nella giovane schiava russa – giunta a Firenze contro la sua volontà – ma anche
a dare consistenza all’ombra protettrice della ragazza, la nonna (Babushka),
che appare per magia nei momenti peggiori a infonderle fiducia ed energia.
