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Associazione culturale fondata nel 2005 per la divulgazione e la valorizzazione degli scrittori molisani e di origine molisana. Presidente Gabriella IACOBUCCI. Blog a cura di Barbara BERTOLINI.

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La sua prima raccolta di versi, Prima di sera*, è stata presentata al pubblico il 4 gennaio di quest’anno a Sant’Elia a Pianisi, suo paese natale. Relatori Giampaolo Colavita, Mariella Di Brigida, Leonardo Sciannamè.
A Mariella Di Brigida, curatrice della raccolta,
abbiamo chiesto di poter pubblicare alcune sue considerazioni critiche, e
soprattutto di scegliere dei versi che ci introducano nel mondo poetico
dell’Autore.
Il 18 e 19 ottobre scorso, presso la Bridgewater State University, negli USA, si è tenuto un Symposium dedicato allo scrittore canadese Nino Ricci. Due giorni di incontri in cui Ricci ha letto in anteprima alcune pagine del suo ultimo romanzo, The Love Song of J. Alfred Prufrock, e studenti, studiosi e scrittori hanno letto, commentato e approfondito le tante altre sue opere. Tra loro Gabriella Iacobucci, invitata come traduttrice italiana di Lives of the Saints, il romanzo opera prima che rese famoso lo Scrittore, e poi dell’intera trilogia. Qui di seguito pubblichiamo l’indirizzo di saluto da lei rivolto ai presenti.
TRANSLATING
THE WORKS OF NINO RICCI
di Gabriella Iacobucci (versione italiana)
Sono la traduttrice italiana dei primi tre romanzi di Nino Ricci: quello d’esordio, Lives of The Saints, e i due successivi, In A Glass House e Where She Has Gone. Vengo dal Molise, la terra dalla quale proviene anche Nino Ricci e che è la protagonista di Lives of the Saints. Una piccolissima regione che fotografata dall’alto ha la forma di una farfalla.
Di Gabriella Iacobucci
Sette anni fa, il 7 marzo 2017, moriva a Los Angeles il geniale scrittore di Casacalenda Pietro Corsi. Una di quelle persone che lasciano un segno in quelli che l’hanno conosciuto e la cui perdita lascia un rimpianto che cresce nel tempo, man mano che la consapevolezza del loro valore si fa più chiara nella mente.
Prima che la posta elettronica prendesse il sopravvento, mi scriveva ogni tanto delle lettere battute a macchina. Per dirmi dei suoi programmi, dei libri che stava scrivendo, dei personaggi che voleva raccontare, o anche di vicende familiari. Alcune di queste lettere le ho donate alla Biblioteca Caradonio Di Blasio di Casacalenda, insieme a manoscritti e libri di Pietro, nella speranza che contribuiscano alla formazione di un fondo a suo nome. Ce n'è una però che ho conservata, una lettera datata 1 febbraio 1994.
di Gabriella IACOBUCCI
di Gabriella Iacobucci
L’ inaugurazione di un monumento, grande o piccolo che sia, è un momento significativo nella storia di una comunità. Quello in cui essa riconosce il valore di un suo concittadino e gli affida il compito di rappresentarla agli occhi del mondo esterno, di raccontarne la storia. E un paese ricco di targhe, di lapidi, di monumenti, è un paese che parla al visitatore. Il 9 agosto scorso è arrivato finalmente il turno della scrittrice Lina Pietravalle, che con la targa a lei dedicata è entrata a far parte ufficialmente della storia di Chiauci.
Nei giorni 5 e 6 novembre dello scorso
anno - il covid era una realtà ancora lontana e insospettabile - si svolse
presso l’Università degli Studi del Molise un importante convegno
internazionale, Geographies of Being:
Patterns and Paths in Transnational Dialogues. Come ospite d’onore era presente
il famoso scrittore italocanadese Nino Ricci, che in quell’occasione parlò
delle sue origini molisane e delle radici della sua scrittura nel corso di
un’intervista con Gabriella Iacobucci.
PATRIE
IMMAGINARIE: INTERVISTA A NINO RICCI
Gabriella Iacobucci: Vuole illustrare come è nata l’idea del suo primo romanzo Lives of the Saints?
Nino Ricci: L’idea iniziale non era certamente quella di scrivere un romanzo sull’emigrazione né sulle mie radici italiane. Basti pensare che da ragazzo ritenevo che essere italiano non avesse alcunché di positivo. Essere un emigrato significava vedere solo gli aspetti negativi della propria etnicità.
Ē novembre, la pandemia si è riaccesa, siamo in zona gialla.
Dopo un intervallo durato più a lungo del solito, riprende lo Scaffale dei
libri dimenticati iniziato nel marzo scorso, ma questa volta con un nuovo
spirito, un’idea che si è andata chiarendo man mano durante il percorso. Ci
siamo resi conto, infatti, che la scelta cadeva istintivamente su libri che
rispecchiavano la realtà, la storia, il carattere della terra in cui siamo
nati, il Molise. La letteratura molisana
non è solo questa, lo sappiamo. Ma è questa che ora ci accende il cuore. E
quindi avanti con un nuovo entusiasmo che MdA spera di trasmettervi e
condividere con voi.
Le schede non pretendono di sostituire i libri,
naturalmente, come le schede dei film che i cinefili trovano su Google non
sostituiscono la visione dei film. Possono essere però qualcosa: uno stimolo,
un pretesto, un’occasione di riflessione. Basta leggere i numerosi commenti –
ciascuno a suo modo sorprendente — che i lettori
hanno inviato. Li invitiamo a farlo ancora, perché abbiamo capito che le schede
saranno complete solo con le loro riflessioni, idee, ricordi. E anche se i
libri che proponiamo forse non avrete mai occasione di tenerli tra le mani e sfogliarli,
in questo piccolo cenacolo virtuale essi vivranno ancora. Cioè produrranno
conoscenza, faranno riflettere, commuoveranno, cambieranno il mondo. Perché questo
sono i libri.
Ecco a voi dunque la Scheda 5 curata da Rita
Frattolillo, la quale ha raccolto pienamente questo messaggio proponendo un
discusso e poco conosciuto testo di Raffaele Capriglione. Una preziosa novità,
per Lo scaffale, perché il testo è un misto di prosa e poesia, e le poesie sono
in dialetto, ma si tratta di un antico bellissimo dialetto di Santa Croce di
Magliano, dove l’Autore è nato nel 1874.
E ancora, faccio notare, una Ed. Enne, a sottolineare il ruolo fondamentale di questa casa editrice nella costruzione di una letteratura molisana.
VITA DI CONTADINI
di Donato Del Galdo (San Giuliano di Puglia 1917- Campobasso 2000)
Edizioni Enne , Campobasso 1981.
Perché
Non so se esiste nei libri di letteratura italiana un capitolo dedicato alla letteratura contadina, ma per il Molise quella più autentica e significativa dovrebbe avere questo nome. Una letteratura indigena, si potrebbe dire, da affiancare a quella borghese e più “italiana” che proprio in quanto tale è considerata vera letteratura. Non a caso i nomi più importanti della letteratura molisana sono scrittori borghesi, colti, vissuti per lo più fuori del Molise.
A IL MOLISE CHE VA, trasmissione dell’emittente regionale TLT MOLISE, il giornalista Michele D’Alessio intervista
Gabriella Iacobucci di Molise d’Autore e Claudio Di Cerbo, responsabile di Italia
nostra, sezione di Isernia, sui temi del territorio molisano e della sua tutela
e valorizzazione sotto l’aspetto ambientale e culturale.
https://www.tltmolise.it/il-molise-che-va/