di Gabriella Iacobucci
Un racconto da lasciare in dono ai nipoti che vivono lontani, in una
città del nord, scritto per soddisfare le loro curiosità e i loro perché, e che
man mano prende forma e diventa un romanzo. Un omaggio alle proprie memorie, affinché riprendano vita attraverso
la scrittura.
Un genere nuovo per Rita Frattolillo, che negli anni ha ricercato, studiato, scritto
le storie degli altri: storie di parole, di dialetti, di personaggi, di donne.
Questa storia di famiglia, infatti,
se del romanzo ha la cornice
letteraria, un intreccio, un finale a sorpresa,
è molto di più. E il frequente passaggio dal racconto al diario, al
commento, alla riflessione critica, che
inizialmente può disorientare il lettore, esprime la varietà dell’ispirazione e
della materia cui l’Autrice attinge. I suoi disegni gentili di ragazza , come quello
dell’adolescente romantica scelto per la copertina, foto di luoghi visitati durante i suoi viaggi,
immagini di dipinti amati, fanno
capolino qua e là nel libro e completano il quadro di una personalità
sfaccettata, appassionata e sensibile.