Foto pubblicata da Molisedautore
Associazione culturale fondata nel 2005 per la divulgazione e la valorizzazione degli scrittori molisani e di origine molisana. Presidente Gabriella IACOBUCCI. Blog a cura di Barbara BERTOLINI.
domenica 16 settembre 2007
lunedì 20 agosto 2007
IIa edizione Festival letterario
Nella zona del Sangro, in provincia di Chieti, il Festival letterario "Il Dio mio Padre" dedicato allo scrittore John FANTE
Molise d’Autore sarà presente alla IIa edizione del Festival letterario “Il Dio di mio Padre” dedicato allo scrittore John Fante e che si svolgerà dal 23 al 26 agosto in vari paesi della zona Sangro-Aventino in provincia di Chieti.
Ricco di manifestazioni che spaziano dai worshop di scrittura a proiezioni video, incontri con gli autori, presentazione di libri, cantanti e canzoni, documentari, film, che hanno sempre come punto di riferimento il grande scrittore americano di origine abruzzese. A Gabriella Iacobucci è stato chiesto di presentare gli scrittori italocanadesi anglofoni, invitati quest’anno a Casoli e Palena.
Nel pomeriggio del 23 agosto, infatti, la Iacobucci, traduttrice delle opere di Nino Ricci, dovrà presentare lo scrittore e i suoi libri, insieme allo studioso Martino Marazzi. Questa manifestazione si svolgerà nella Villa Comunale di Casoli alle ore 17.45. Seguiranno letture de “La terra del ritorno” a cura di Icks Borea.
L’altro appuntamento con la traduttrice molisana è a Palena il 24 agosto quando presenterà, sempre insieme a Marazzi, la scrittrice italocanadese Mary di Michele, la cui ultima opera “Canto d’amore” sulla vita del tenore Caruso ha appena finito di tradurre e che è stato pubblicato da Marlin editore. Saranno presenti anche gli editori Tommaso e Sante Avagliano di Napoli. Chiuderà la serata reading del romanzo “Canto d’amore” di Mary di Michele, con concerto dedicato a Enrico Caruso del maestro Nicola Russo e del tenore Christian La Torre, e letture di Enza Paterra.
Il 26 agosto, invece, un altro socio di Molise d’Autore, Luigi Monteferrante si esibirà in chiusura di serata in un reading musicale dal titolo “Un canadese in Italia”, Ath the hearth of devil’s lair, al Centro visite Località Brecciaio di S. Eusanio del Sangro. Questo show seguirà, sempre nella stessa località (ore 21.30), una conferenza-spettacolo son et lumière di Luca Scarlini su Gabriele D’Annunzio nelle Americhe.
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chi era John Fante?
Considerato oggi uno degli scrittori americani più importanti della sua generazione, alla stregua di Hemingway, Faulkner e Steinbeck, John Fante è secondo Bukowsky il narratore più maledetto d’America.
La scrittura scarna e lineare, l’ironia tragicomica, l’uso dello slang urbano, l’autobiografismo esasperato, la reinterpretazione del disagio etnico e sociale delle classi subalterne, l’introspezione dei suoi personaggi simultaneamente eroi e antieroi ne fanno un autore inclassificabile.
Spesso visto come capostipite degli scrittori italoamericani, padre del romanzo losangelino, John Fante è un indiscusso maestro per molti scrittori e artisti contemporanei.
Per la sua biografia e la sua attività letteraria, consultare il sito:
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Barbara Bertolini
mercoledì 1 agosto 2007
Seconda edizione di "Un racconto per l'estate"
Scrittori molisani nel mondo - Associazione culturale
LA SECONDA EDIZIONE DI "UN RACCONTO PER L'ESTATE" E' DEDICATA ALL'OPERA DI PIETRO CORSI: "LA GIOBBA"
Siete calorosamente invitati alla seconda edizione di “Un racconto per l’estate” che si svolgerà a Casacalenda il 3 agosto 2007, in corso Vittorio Emanuele, alle ore 20, e che quest’anno è dedicata a Pietro Corsi, con il racconto, La Giobba. Ideata e adattata da Gabriella Iacobucci, l’opera dello scrittore italo-americano verrà letta da Aldo Gioia ed è inserita nel programma di “Molise Cinema”.
Pietro Corsi è uno dei pochi scrittori italo-americani a scrivere in italiano. La Giobba, così come i molisani chiamavano il lavoro in America, storpiando il nome, “the job”, è uno dei primi racconti che Corsi ha pubblicato, a puntate, con successo, sulle pagine del giornale in lingua italiana “Il Cittadino Canadese”, poco dopo il suo arrivo a Montreal. E’, infatti, in quella redazione che viene a conoscenza delle vicende vissute dai numerosi emigrati arrivati nelle Americhe alla ricerca di una vita migliore. In seguito questa storia è pubblicata anche in Italia dall’editore Nocera, e in Canada, recentemente, da Guernica col titolo “Winter in Montreal”. Essa narra le disavventure di Onofrio Annibalini, un contadino molisano emigrato a Montreal ed è una testimonianza toccante e amara dell’emigrazione molisana in Nord America.
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Biografia
PIETRO CORSI nasce a Casacalenda nel 1937. Lì comincia a lavorare in un ufficio notarile come segretario, sempre coltivando però la sua passione segreta, la scrittura. Collabora, infatti, in Italia, a riviste letterarie e a emissioni radiofoniche prima di raggiungere, sul finire degli anni Cinquanta, suo fratello in Canada. Vi rimarrà lavorando come collaboratore nella redazione del giornale “Il Cittadino Canadese” di Montreal prima di accettare un lavoro che lo porterà poi in giro per il mondo.
Dopo “La Giobba”, Corsi ha scritto tanti altri romanzi, dove ha descritto la sua vita movimentata tra l’America Latina, la California e il Molise. Tra i più recenti, in “Omicidio in un paese di Cacciatori” narra la cronaca di un “giallo” avvenuto a Casacalenda negli anni Cinquanta; “Halifax, l’altra porta dell’America” (2001) è, invece, una delle poche opere a raccogliere e raccontare le vicende legate all’arrivo degli emigrati in Canada; “L’Ambasciatore di don Bosco” (2004) racconta l’avvincente storia del molisano Raffaele Piperni, uno dei primi missionari giunti a San Francisco alla fine dell’Ottocento; e, nell’ultimo libro (2006), “L’Odore del Mare”, vi descrive la sua straordinaria esperienza, durata 27 anni, sulle navi da crociera di una delle più prestigiose compagnie, la Princess Cruises di Los Angeles, dove iniziò come ispettore di bordo nel 1965 diventando infine Vice Presidente Esecutivo per una flotta di dieci navi.
Per la sua attività letteraria, Piretro Corsi ha ricevuto numerosi premi nazionali e internazionali.
Barbara Bertolini
domenica 24 giugno 2007
LISTA AUTORI MOLISANI o di ORIGINE MOLISANA
ANGELONE Antonio, commedie dialettali
BONAFFINI Luigi, poeta, saggista italo-americano
BENNI Stefano, romanziere con humour La compagnia dei Celestini.
BERNARDO Aldo, studioso del Petrarca, Stati Uniti
BULDRINI Michele, scrittore
CAMPOLIETI Giuseppe, biografie storiche romanzate Marin Faliero: il doge decapitato.
CAPALOZZA Teodosio, libri per bambini, inizio Novecento
CARDUCCI Lisa, poetessa canadese
CIAMPITTI Franco, scrittore isernino, epoca fascista (romanzi di successo sullo sport)
CIARLANTI Giovanni Vincenzo, Memorie historiche del Sannio
CORSI Pietro, romanziere italo-americano
D’ACUNTO Sabino, poeta, saggista
D’ALFONSO Antonio, scrittore e editore canadese (francese e inglese)
DAVID FIORAMORE Carole, scrittrice canadese
DeLILLO Don, romanziere Rumore Bianco americano (inglese)
DEL VECCHIO Felice, romanziere
DE MARTINO Renata, scrittrice “noir” napoletani originaria di S. Pietro Avellana La bambola cinese.
DI TELLLA Torquato, romanzo sul padre, riscritto e tradotto da Michele CASTELLI (argentino il primo e venezuelano il secondo)
D’OVIDIO Francesco, filologia, glottologia
FIORITO Joe, romanziere canadese
GALASSI Johnatan, scrittore, traduttore, casa editrice New York
GAMBERALE Luigi, Il mio libro paesano
GIOVANNITTI Arturo, poeta, sindacalista, The Walker
INCORONATO Luigi, scrittore, Scala a san Potito
JOVINE Francesco, romanziere
JOVINE Giuseppe, scrittore, saggista
LALLI Renato, saggista
LONGANO Francesco, Viaggio per il contado di Molise
MAIORINO Tarquinio, giornalista e scrittore
MANUPPELLA Giacinto, lusofono
MARRACINO Mario, scrittore isernino dalla vena umoristica
MARTELLI Sebastiano, saggista
MELFI Mary, scrittrice canadese (francese)
MICONE Marco, commediografo e scrittore canadese
MOLINO Giuseppe, scritti emigrazione originario di Casacalenda
PALMIERI Marco
PIETRAVALLE Lina, romanziera molisana, nata per caso a Fasano in Puglia
RANALLO Joseph, di Vinchiaturo, docente universitario, scrittore e poeta anglofono in Canada
RICCI Nino, scrittore canadese (inglese)
RIMANELLI Giose, scrittore italo-americano
ROSSI Vincenzo, scrittore
RUSSO Carla Maria, romanziera, La sposa normanna, Il cavaliere del giglio
SALVATORE Filippo, scrittore italo-canadese
SANTILLI Elvira, scrittrice, poetessa
TABASSO Giuseppe, giornalista, saggi sul Molise
TASSINARI Simonetta, scrittrice, saggista
TULLIO Raffaele, saggi di storia su Roma antica
VITALE Carlos, scrittore argentino (spagnolo)
venerdì 22 giugno 2007
Articolo di Barbara Bertolini su
Senza titolo 0
L’ASSAGGIO di CANTO D’AMORE, di Mary di Michele, tradotto da Gabriella Iacobucci
<<Forse perché ero passata dalla luce accecante di fuori alla fresca oscurità della casa, mi sembrava tutto così buio e i contorni delle cose confusi. Sentii il suo odore, prima di vederlo. Il suo profumo era una musica oscura composta di muschio e legno, e sì, anche odore di cucinato. Infatti c’era qualcos’altro che avvertivo, oltre ai capelli lucidi di brillantina e al sentore di stantio dei suoi vestiti. Era l’odore di olio da cucina e olive siciliane condite con aglio e peperoncino. Era un odore di pasti consumati a letto, non quelli dei malati, ma degli amanti.
La borsa dei carciofi mi cadde dalle mani. Le teste rotolarono sciolte, senza un filo di sangue, come sotto la lama affilata di una ghigliottina. Mi buttai carponi per raccoglierli e me le misi in grembo.
“Signorina.” Al suono della sua voce alzai lo sguardo, e fu allora che lo vidi per la prima volta, vidi la sua faccia dal basso. Ero inginocchiata. Lui aveva già cominciato a ridere, ma dal basso la sua faccia sembrava grave e i suoi occhi oscurati da ombre profonde.
“Signorina”, ripeté, e quando parlò le sillabe risuonarono come se fossi chiamata all’adorazione da una campana d’oro. Dico adorazione, ma la voce aveva corpo, non solo spirito. Forse avevo assaporato qualcosa di simile; forse era come la panna, la panna quando è montata, gonfia di dolcezza. Provai un senso di debolezza allo stomaco e alle ginocchia. Sentii un fremito, in basso, come se una farfalla, in letargo per sedici anni, fosse all’improvviso uscita dal bozzolo e stesse sbattendo le ali contro il mio sesso.>>
mercoledì 6 giugno 2007
Estratto da
"L'odore del mare" di Pietro Corsi
Affacciato al balcone della mia infanzia, vedo una lunga vallata verde: si insinua, come coda di serpente, tra le gole delle montagne che con incomparabile armonia si slavano fin sulla linea del lontano orizzonte. Qua e là, vecchie case coloniche affumicate dalla patina del tempo, e il bruno di boschi chiusi fitti. Sembrano baffi sporchi sulla tela di un pittore distratto o stordito dalla serenità del paesaggio. Nella parte bassa, è tagliata in due da un torrente conosciuto con l’improbabile nome di Cigno; torcendosi tra le piante ai piedi dei monti, e rallegrate dal cinguettio degli uccelli, dove bagnando canneti e dove carezzando la folta vegetazione, le sue acque scorrono con pigra e rassicurante lentezza. Si perdono, si ritrovano, si perdono nuovamente e nuovamente si ritrovano prima di perdersi di nuovo e per sempre in un punto lontano, nascosto. Lì confluiscono con quelle del fiume Biferno e assieme continuano il breve corso prima di sfociare, leggere e vaporose, in quelle dell’Adriatico.
Tratto da L’odore del mare, di Pietro Corsi, p. 11, edizione Il grappolo, S. Eustachio di Mercato S. Severino (SA), 2006
Pietro Corsi e la sua opera
Pietro Corsi
Nato nel
Si trasferì poi in California, dove vive tuttora con la famiglia facendo però la spola tra Los Angeles e il suo paese natio, a cui è molto legato.
Dopo aver narrato, in una serie di romanzi, storie della sua terra d’origine e dei paesi latinoamericani nei quali è vissuto, dedica il suo ultimo lavoro, L’Odore del Mare, (ed. Il Grappolo, 2006) alla sua straordinaria esperienza, durata 27 anni, sulle navi da crociere di una delle più prestigiose compagnie,
Tra le opere di Pietro Corsi: La giobba (in inglese Winter in Montreal. Premio F.G. Bressani Vancouver 2002); Ritorno a Palanche (1966, 1985); Sweet Banana (in italiano Un certo giro di luna – 1984, 1987); Lo sposo messicano (1989); Amori tropicali di un naufrago (1990); Il morbo dell’ozio (1994); Omicidio in un paese di cacciatori (secondo premio ex-aequo Francesco Jovine/Parchi Letterari Piedicastello 2001); Halifax: l’altra porta d’America (Menzione speciale Premio letterario Piedicastello sezione saggistica, 2002-03. Menzione d’onore Premio internazionale Emigrazione. Pratola Peligna, 2003); L’Ambasciatore di don Bosco (2004).
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lunedì 4 giugno 2007
Estratto da Molise Molise di Giose Rimanelli
Chi sono i molisani?
Carne sofferente, perduta. Li ho incontrati in Italia, attivi nei vari giornali, negli ospedali, dietro le cattedre accademiche, nei ministeri. E li ho incontrati a Montreal e a Toronto, costruttori di case e autostrade; e nel Bronx di New York dove un molisano, Arturo Giovannitti di Ripabottoni, diventò il bardo dei lavoratori negli anni venti, degli umili e degli afflitti, guardando al loro futuro attraverso la lotta di classe.
Ninna nanna, figlio di mamma,
Chi t’ha cantata la mia canzone?
Sei nato di marzo come il rondone,
Come la rosa canina e l’agrigna
Mora dei rovi e delle fratte
E li ho incontrati in Argentina e nel Brasile, anche lì costruttori, esploratori, dissodatori cauti e precisi.
I molisani non sono una nazione e nemmeno una regione, ma un seme certo, profondo, araldico.
Ma con mio padre è diverso. E’ stato sempre diverso.
Io me la prendo con lui ora, perché ho scoperto la sua esistenza. E in essa la mia. E in essa la nostra, di molisani col sacco sulle spalle e la fantasia che brucia.
Lui è nato dove sono nato io, un villaggetto tra le colline appenniniche del Molise meridionale che Polibio chiamò Cales, i feudatari medievali Kalena e Casalchilenda, e gli unionisti ante e post Risorgimento Casacalenda.
Qui ho ascoltato le prime nenie della mia coscienza. Ero un bambino e ho visto gli uomini piangere, non soltanto le donne, per una frana che era arrivata, una mula morta, una bambina sventrata dall’autocarro, e la siccità che ha bruciato il raccolto.
Una delle nenie diceva:
Possa essere benedetta, Rosa mia.
Teneva le carni come una pollastra.
Dove devo andarla cercando ora, Rosa?
Possa essere benedetta.
Chi vuole più dormire la notte, rosa mia Rosa?
E un’altra:
Marito mio, sono rimasta con quattro figli.
Come devo fare? Ho faticato per chiamare il sole.
Una figlia di diciott’anni, robusta e grossa, una giovanone.
E ora piangi e piangi, ma che ci fai più col pianto?
Non ho più la figlia mia, non ho più lacrime
Ricchezza mia, cuore di mamma, figlia mia.
Tegole volavano dai tetti nella mia infanzia sotto i venti furiosi che scuotevano la terra e le nostre viscere. Due persone morirono con una tegola in testa. Al Circolo dei Galantuomini ripetevano un’antica storia. «Anche Pirro è morto con una tegola in testa. ah».
Questi galantuomini uscivano dalle loro calde case nel buio dei vicoli per una partita a carte al Circolo, raccontando i fatti e i fattacci della giornata. Erano il farmacista e il sindaco, il medico condotto e l’arciprete, l’orefice e l’avvocato, il segretario comunale e il geometra.
Si chiamavano Tata, Giambarba, De Simone, De Liberis, Scocchera, Miozza, corsi, Vincelli, Montagano, De Lisio. Io li guardavo per sapere chi erano. E presto la storia di Pirro raggiunse anche i barbieri e i sarti e i calzolai.
Io non capivo. Ma più tardi lo seppi.
Si attribuisce a Livio la storia di Pirro morto in Argo per la tegola ricevuta sulla testa. Ma nel Molise Pirro è popolare per un’altra ragione. I Sanniti, in una delle loro campagne contro Roma, si allearono con i Bruzi, i Lucani, i Piceni, i Messapi e i Salentini. La guerra era divampata tra Roma e Taranto, e Taranto ricorse all’aiuto dei popoli italici, e di Pirro re dell’Epiro. Pirro intervenne con le sue truppe (portava elefanti), e Roma ne ebbe timore. Ma stanco delle lungaggini della campagna se ne tornò in patria con un pretesto, e vi morì… con quella tegola in testa, appunto. I Romani si rianimarono e decisero di dare una dura lezione ai confederati.
Invasero il Sannio. E da quel momento il Sannio divenne colonia romana. Il ricordo di Pirro, dunque, era legato alla perdita della libertà.
In una farmacia del mio paese vi lessi quando avevo tredici anni, incisa in ferro sul frontone del palazzotto, la strana scritta:
Incerti unitas
Indubius libertas
In omnibus charitas
E mi chiesi cos’era questo mio paese.
Tratto dal romanzo di Giose Rimanelli Molise Molise, Marinelli ed., Isernia 1979, pp. 9-11
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Giose Rimanelli e la sua opera
Giose Rimanelli è nato a Casacalenda nel 1926. La vita di questo scrittore molisano è caratterizzata dalla curiosità, dall’irrequietezza, dalla grande operosità. La sua passione per la scrittura nasce fin dall’adolescenza dove dimostra di possedere un vero talento nella elaborazione di racconti e poesie.
E’ con il libro “Tiro al piccione” che il ventenne Rimanelli ottiene la consacrazione di scrittore. In questo libro egli racconta la storia di una giovane che vede
L’irrequieto Rimanelli, nato da padre Casacalendese e madre canadese (di origine molisana), che passa senza problemi da una sponda all’altra dell’oceano Atlantico, vive una vita tumultuosa, dove riesce a coniugare gli studi, la scoperta di paesi lontani, la letteratura e il giornalismo. Negli anni ’60 si trasferisce definitivamente negli Stati Uniti dove entra come professore nelle università americane occupando, poco a poco, cariche prestigiose. Infatti, prima di andare in pensione è stato emerito Professore di Letteratura comparata d'Italiano nelle migliori università d’oltreoceano.
Numerose sono le sue opere in italiano e inglese scritte durante la sua lunga carriera.
Tra romanzi, narrative di viaggi e racconti sia in italiano che in inglese, ha pubblicato: Tiro al piccione (Mondadori, Milano 1953), Peccato originale (Mondadori, Milano 1954), Biglietto di terza (Mondadori, Milano 1958), Una posizione sociale (Vallecchi, Firenze 1959; nuova edizione con il titolo La stanza grande, Avagliano, Cava dei Tirreni 1996), Il mestiere del furbo (1959), The in casa Picasso (1961), Il corno francese (1962), Modern Canadian Stories (1966), Carmina blabla (1967), Monaci d'amore medievali (1967), Tragica America (1968), Poems make pictures, pictures make poems (1971), Italian literature: roots & branches (1976), Graffiti (1977), Molise Molise (1979), Moliseide (1990), Benedetta in Guysterland (premio American Book Award 1994). All'attività narrativa ha unito quella della poesia, della musica, del giornalismo, del teatro e della critica letteraria.
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La sua prima rassegna di “Un racconto per l’estate”, Molise d’Autore l’ha voluta dedicare all’opera di questo grande scrittore molisano. “Un contratto di matrimonio” - che è stato messo in scena sulla suggestiva piazza Pertini di Casacalenda da Gabriella Iacobucci - è uscito nel 1947, non solo è uno dei primi racconti di Giose Rimanelli, ma, a giudizio di molti critici, può essere considerato uno dei più belli della letteratura italiana.
domenica 3 giugno 2007
Giuseppe Maria GALANTI, biografia
giovedì 31 maggio 2007
Newsletter n. 1 Molise d'Autore
Scrittori molisani nel mondo - Associazione culturale
Campobasso, 20 aprile 2007 – AII, n.1
email: molisedautore@yahoo.it
NEWSLETTER
L’Associazione culturale “Molise d’Autore” si propone di far conoscere a un più vasto pubblico quella nuova e interessante generazione di scrittori che, figlia dell’emigrazione, si è affermata all’estero negli ultimi anni, ma anche tanti importanti autori molisani spesso dimenticati o misconosciuti. Essa non ha fini di lucro.
Membri onorari dell’Associazione sono lo scrittore californiano Pietro Corsi e gli scrittori canadesi Joe Fiorito, Marco Micone e Nino Ricci. Inoltre sono stati nominati consiglieri culturali Renato Lalli e Sebastiano Martelli. Presidente onorario è stata designata Maria Loreta Giannetti, già addetta Culturale all’Ambasciata canadese a Roma, presidente Gabriella Iacobucci.
Attività svolta:
In questo primo anno, l’Associazione si è impegnata soprattutto nel divulgare, attraverso la lettura in pubblico, autori italo-canadesi. Non sono mancate, tuttavia, iniziative per presentare al pubblico testi di saggisti “storici”, come Vincenzo Cuoco o Giuseppe Maria Galanti.
Abbiamo accantonato, perché troppo cara, l’idea di realizzare un sito internet. Stiamo, invece, per far partire un blog su Spliner, che ha lo scopo di far partecipare tutti i soci all’iniziativa inviando commenti, recensioni e quant’altro sugli autori molisani o di origine molisana, sperando che diventi una vera “piazza virtuale” .
Le principali manifestazioni del 2006 sono state:
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Iniziative previste nel 2007:
Nell’ambito della Rassegna “Molise cinema”, che si terrà in agosto a Casacalenda, è prevista la seconda edizione, arricchita da filmati, di Un racconto per l’estate.
Riproprosizione di “Un contratto di matrimonio” in vari paesi del Molise, tra cui Baranello, Roccamandolfi e Oratino.
Barbara Bertolini