sabato 2 giugno 2012

Giose Rimanelli: l'amore per il Molise tra fuga e ritorno


(Nella foto, Gabriella Iacobucci, Sheryl Postman, Sebastiano Martelli, Giambattista Faralli)



articolo di Maria Claudia Fatica  (dal sito www.molisando.it)

"Il lavoro dei molisani nel Mondo spesso si svolge nella collettività' dell'oscuro, ma a tratti questa pagina di anonimato si illumina di chiaro per rivelare la sua umana presenza, siglata nell'origine e universalizzata nell'azione sociale, politica e intellettuale nel mondo vissuto, di generazione in generazione.''
''Il Molise non è una regione soltanto ma un continente, in perpetua esplorazione del suo essere nell'Universo, attraverso i suoi figli che lo camminano e mai dimenticano. Il "passaporto d'oro" che portano nello zaino è quanto di più prezioso possano avere: fiducia in se stessi come camminanti, e fede nella vita come amanti. Il genio nasce dal tozzo di pane; e questo è il cuore del molisano."

martedì 29 maggio 2012

La biblioteca di Fossalto: OMAGGIO A RIMANELLI



(nella foto, Gabriella Iacobucci, Agnese Genova, Anna Milone e Sabin Infante)

FOSSALTO. La biblioteca di Fossalto in trasferta a Casacalenda per rendere omaggio ad uno dei maggiori scrittori italo-americani contemporanei, Giose Rimanelli.
Rientrato nel paese che gli ha dato i natali il 28 novembre 1925, Rimanelli è stato protagonista dell’iniziativa promossa dall’associazione culturale “Molise d’Autore” denominata “Pomeriggio con Giose”. Nell’ambito di Biblioteche Aperte, la Fondazione Caradonio- Di Blasio ha aderito al Maggio dei libri, ospitando l’incontro con l’autore casacalendese condotto da Gabriella Iacobucci. Nella sala convegni della Fondazione, sabato pomeriggio, tanti amici vecchi e nuovi che in qualche modo hanno incrociato sul loro percorso le opere di Rimanelli, si sono alternati al tavolo dei relatori. Sebastiano Martelli, che ha avuto il merito di aver fatto pubblicare il romanzo “Tiro al piccione” oltre ad aver portato in Molise dal Canada numerosi scritti che oggi costituiscono il fondo Rimanelli, ha parlato dell’insofferenza dello scrittore animata dal desiderio di voler scoprire cosa si celasse oltre lo spazio angusto delimitato  dalle montagne del Molise.

lunedì 28 maggio 2012

Letture in corsia alla "Cattolica" di Campobasso

(alcuni lettori di "Letture in corsia" alla Cattolica di Campobasso)

Letture in Corsia” è il titolo scelto da Molise d’Autore invitato a partecipare, con i suoi incontri di lettura a tavolino, al progetto di umanizzazione della vita di ospedale portato avanti dalla Fondazione di Ricerca e Cura Giovanni Paolo II di Campobasso.  Gli appuntamenti sono fissati per il 30 e 31 maggio  2012 alle ore 16.30 alla Cattolica di Campobasso, nelle salette visitatori. A  questi incontri di lettura parteciperanno i pazienti e, come lettori d’eccezione, alcuni medici.  Saranno letti un racconto di Giose Rimanelli – che si trova attualmente in  Molise - e alcune delle storie di donne molisane tratte dal libro di Barbara Bertolini e Rita Frattolillo, Il tempo sospeso, donne nella storia del Molise (Filipoli ed.)
La malattia non è “una disfunzione di una macchina” che oggi possiamo conoscere e a volte riparare, è il vissuto di una persona; emerge, infatti, non soltanto il dolore fisico, la disfunzione e la disabilità, ma si fa strada anche l’esperienza della sofferenza come domanda di senso sull’esistenza;  nel processo di cura entrano in gioco valori relazionali che non si esauriscono nella cura dell’organo o della disfunzione.
Qualche momento di svago può aiutare chi vive l’esperienza della malattia ed è compito di una struttura sanitaria prendersi cura della  Persona a 360 gradi, anche dal punto di vista psicologico e spirituale,  gli incontri di lettura servono a questo: offrire qualche minuto  piacevole a chi vive la sua giornata in ospedale.
Come ha detto Benedetto XVI  «Una società che non riesce ad accettare i sofferenti […] è una società crudele e disumana», è allora importante convincersi che sopportare il dolore e combattere il male non spetta solo ad alcuni più sfortunati, o ai loro familiari, ma è dovere di tutti quelli che intendano prendersene autenticamente cura, sempre affidandosi al dono della speranza. 
Sito della Fondazione:



mercoledì 9 maggio 2012

Speciale Giose Rimanelli




Molise d’Autore è lieta di invitarvi a Casacalenda il 26 maggio 2012 all’incontro con Giose Rimanelli.  L’appuntamento “Pomeriggio con Giose” condotto da Gabriella Iacobucci,  si terrànella Sala convegni “Caradonio Di Blasio” alle ore 17.
Ad onorare una delle personalità più originali e significative nel panorama della letteratura italo-americana,  interverranno  Giambattista Faralli, Agnese Genova, Sabrina Infante, Sebastiano Martelli, Anna Maria Milone, sua moglie Sheryl Lynn Postman e amici vecchi e nuovi…  L'affettuoso rendez-vous con questo personaggio, che vive negli Stati Uniti da ormai cinquant’anni, si concluderà  con un omaggio musicale di Tiziano Palladino.

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Ecco una carrellata delle sue opere:


TIRO AL PICCIONE1° edizione Mondadori 1953
 Einaudi Editore 1991, Introduzione di Sebastiano Martelli

«La storia di un giovane della mia età che vede la Resistenza dalla parte sbagliata», cosí Giose Rimanelli (Casacalenda 1926) presentava a Cesare Pavese, nel 1950, il romanzo che sarebbe diventato Tiro al piccione (1953). Un ragazzo del sud coinvolto nell'agonia della Repubblica Sociale: venti mesi di orrore nella guerra civile, una delle poche testimonianze su vicende, passioni e confusioni di allora che ancora oggi conservano un'innegabile autenticità.
La prima stesura di Tiro al piccione è degli ultimi mesi del 1945. Giose Rimanelli, molisano di vent'anni, reduce dalla guerra civile in cui aveva militato per la Repubblica Sociale, e da cui era poi fuggito, era ancora troppo vicino ai fatti e ai misfatti che lo avevano tanto colpito. Continuò a rielaborare il testo che interessò i redattori della sede romana dell'Einaudi, Carlo Muscetta, Natalino Sapegno e Carlo Levi. In occasione di un viaggio a Roma all'inizio del 1950 (quello che sarebbe stato l'ultimo suo anno di vita), Cesare Pavese sentí parlare di quella storia di un giovane che aveva visto la Resistenza dalla parte sbagliata e successivamente lesse e apprezzò, pur tra riserve, il romanzo. Nel maggio del 1950 Pavese informò Rimanelli che Tiro al piccione sarebbe stato pubblicato. Quando Pavese si ammazzò, il romanzo era già in tipografia, se ne ebbero le prime bozze, ma non se ne fece piú nulla. Su consiglio di Elio Vittorini, Tiro al piccione uscí nella «Medusa degli Italiani» di Mondadori invece che nei «Coralli» di Einaudi.
(Quarta di copertina)

Il tema era per quei tempi arduo. Ma fu scelto per il film d'esordio di Giuliano Montaldo che a ventinove anni, nel 1961, portò sullo schermo le vicende di Marco Laudato, il protagonista problematico in cui Rimanelli si era almeno in parte ritratto e identificato

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BIGLIETTO DI TERZA,   Arnoldo Mondadori, 1958

 E’ un’opera dedicata all’America. Un’America segreta, dolorosa e amorosa, vissuta e goduta e respinta.  L’America di Rimanelli non ha foreste di grattacieli celebri Università o quartieri che troppa letteratura ha rappresentato in un’atmosfera di angoscia; e tuttavia Biglietto di terza racconta di una particolare civiltà americana – il ceppo canadese – nata dal fiato esausto di un’Europa orgogliosa e dotta, e quindi sotto molti aspetti ancora in formazione, ma drammaticamente evoluta nella sua scoperta economica. Piantagioni, praterie allucinanti, scienziati e ladri, il chiuso e urlante mondo di esiliati, di cercatori di fortuna, le guerre e le libertà di religione, l’attrito delle razze, i simulacri indiani, i pionieri dell’uranio e del petrolio, l’occasione della ricchezza: questi, in sostanza, i temi che di Biglietto di terza fanno un’opera particolare drammatica, ironica, istruttiva. Con questo libro, l’Autore definisce un suo “Diversivo”, egli si rivela anche viaggiatore,  osservatore di caratteri e ambienti, acuto analista delle cose, degli uomini e, soprattutto, del sentimento degli uomini. (Quarta di copertina).

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IL MESTIERE DEL FURBO, A.G.SOLARI (pseudonimo di Giose Rimanelli),  Sugar&Co. Editore, 1959

Phamplet irriverente e scottante,  testimonianza scomoda e coraggiosa sull’establishment letterario di quegli anni. 
A Roma, dal 1958, il settimanale conservatore” Lo Specchio”, diretto da Giorgio Nelson Page, invita Rimanelli a collaborare con interventi sulla letteratura contemporanea. Lo scrittore accetta e con lo pseudonimo di A.G. Solari pubblica veri e propri pezzi al vetriolo sui primari e i comprimari dei salotti letterari, dominati dalle «amabili nonne della letteratura del dopoguerra» e dai critici «burocrati al potere» che attraverso la gestione e la manipolazione dei premi letterari, determinano fortune e sfortune di scrittori giovani e anziani. Scoppia l’ira di Dio: prime donne e abitanti oscuri del sottobosco culturale italiano, chiamati in causa dall’ignoto giornalista, aprono una vera e propria caccia all’autore, la Mondadori arriva a mettere una taglia di mezzo milione per conoscerne l’identità.
Sarà Rimanelli stesso a gettare la maschera: alla fine del 1959, pubblica con il suo nome gli interventi apparsi su Lo Specchio in un volume dal titolo Il mestiere del furbo, edito da Sugar. […]  estratto da G. Iannacone – Giose Rimanelli Oblio di un non allineato.

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TRAGICA AMERICA, Immordino Editore, 1968


Questo libro è fatto di umori e malumori, di racconti, conversazioni e viaggi. Si è fatto da sé negli anni, e riflette le poche gioie e i molti travagli di questi anni, i Sixties. Non è saggio né narrativa nel senso stretto, ma un gran bel pezzo di vita vissuta. Questo è il carattere che ho voluto lasciargli: presenza, testimonianza. E’ un libro di crisi in anni di crisi. E’ anche ciò che ho saputo vedere in anni in cui l’America bella di mio padre stava diventando l’America cieca dei figli.
Dall’introduzione di Giose Rimanelli.



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GRAFFITI,  (a cura di Titina Sardelli), Libreria Editrice Marinelli,  1977

In questa disamina di "Graffiti” si intravvedono elementi e particolari che porteranno, a distanza di vent'anni, alla composizione di "Detroit Blues"; Graffiti è un giallo sul potere e chi lo gestisce e - nonostante i riferimenti alle vicende della guerra narrate nel primo romanzo - questo non è un romanzo autobiografico. L'omicidio commesso da Piero è narrato con riferimenti intertestuali all'opera di Boccaccio, Dante e Petrarca (a cominciare dalla vittima, la padrona di casa di Piero, che si chiama Laura Petracca). 
Da: Sheryl Lynn POSTMAN, Road Signs Down a Path of Non Sequiturs in Giose Rimanell's "Graffiti".



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MOLISE MOLISE, Libreria Editrice Marinelli,  1979

Molise Molise è un romanzo autobiografico, la storia di una vita intensamente e problematicamente vissuta nella quale l’autore analizza i rapporti con la sua terra d’origine, con i suoi genitori, con il mondo che ha conosciuto…
Molise Molise è una memoria autobiografica nella quale la ragione viene identificata sotto il profilo etnico sociale economico, geografico culturale nella sua evoluzione, con documentazione di fatti e di personaggi, che hanno contribuito al suo sviluppo…
Molise Molise è l’epos di una famiglia di emigranti di una regione del sud d’Italia negli Stati Uniti d’America, con la diaspora dei vari membri di essa, e in particolare dell’autore, il confronto delle condizioni e delle realtà nuove affrontate in terra straniera, e i rapporti psicologici-affettivi con la terra nativa… […]
 di Giambattista Faralli (1979)
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Moliseide, Ballate e canzoni in dialetto molisano (con Benito Faraone),
traduz. in inglese di Luigi Bonaffini (Ed. Enne,  1990)
 
Si può dire che la poesia dialettale contemporanea (o poesia neodialettale, secondo la definizione di Brevini), approda finalmente negli Stati Uniti con la pubblicazione di Moliseide (New York, Peter Lang Publishing, 1992) di Giose Rimanelli. Non si tratta più di poesia popolare italo-americana imperniata sul bozzettismo ed i quadri di costume o di poesia dialettale italiana riportata in antologie, ma di uno scrittore italiano che vive in America e decide di scrivere un libro di poesie nel suo dialetto molisano, svicolandolo dai temi tradizionalmente legati alla poesia dialettale, il bozzettismo, il colore locale, il sentimentalismo archeologico, con piena coscienza di tutte le possibilità espressive dello strumento prescelto, e completamente in sintonia con i presupposti formali e linguistici e con le tecniche più avanzate della poesia dialettale contemporanea Giose Rimanelli, uno scrittore istintivamente sperimentale, nello scrivere il suo ultimo
[…] Il libro di poesie, Moliseide, nel suo nativo dialetto molisano, si allinea con una delle maggiori tendenze della poesia italiana moderna, la cui origine si può far risalire all'uso innovatore e inedito del dialetto da parte di Di Giacomo, e che si è andata accentuando negli ultimi venti anni, precisamente nel momento in cui i dialetti si vedono gradualmente costretti ad abbandonare la loro tradizionale funzione comunicativa. […]. 
estratto da: Giose Rimanelli e la poesia dialettale negli Stati Uniti di Luigi Bonaffini
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Benedetta in Guysterland: A “Luiquid” Novel of  Questionable Textual Boundaries, Guernica Ed., 1993

Nel vasto e magmatico opus di Giose Rimanelli la produzione letteraria da lui pubblicata in America dagli anni Novanta in poi (ma scritta parecchio tempo prima direttamente in lingua inglese) occupa un posto di rilievo ormai ineludibile, e sta a dimostrare non solo il plurilinguismo creativo di questo
scrittore cosmopolita (italiano, americano, italiano-americano, americoitaliano, ur-canadese/molisano: uso di proposito queste genealogie geografiche proprio per mettere in rilievo le parallele ascendenze linguistiche che hanno informato prima diacronicamente, poi sincronicamente il suo lavoro: l'italiano e
l'inglese e il francese e lo slang italo-americano - che fa la sua prima comparsa già a cavallo fra il '53 e il '54, anno in cui Giose completa la stesura di Biglietto di terza - e poi persino il latino medievale, e infine ma non alla fine il dialetto molisano: sorta di ideale fermaglio di una cintura biografico/letteraria che riporta Rimanelli alla sua terra natale), dicevo, non solo questa produzione sta a sottolineare il suo plurilinguismo, ma sta anche a dimostrare l'esistenza di una mostruosa officina scrittoria che ha lavorato, e tuttora lavora, simultaneamente a più macchine o, se si vuole, a una macchina sola (la scrittura), fino a far diventare, questa macchina, "paranoica", da intendersi in senso letterale e
allusivo: penso ovviamente al titolo di quel personale Zibaldone rimanelliano, intitolato appunto "La macchina paranoica", da cui Rimanelli ha di volta in volta tratto spezzoni, riscrivendoli e presentandoli in opere a sé stanti. […].
estratto da: Una lettura di Benedetta in Guysterland e di Accademia di Luigi Fontanella, State University of New York, Stony Brook, N.Y., Rivista di Studi Italiani
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IN NOME DEL PADRE, (M. Castelli, T.S. Di Tella, G. Rimanelli), Quaderni sull’emigrazione, Cosmo Iannone Editore, 1999

Questo volume raccoglie tre storie di vita, diverse per ispirazione, ambientazione e scrittura, ma unite da fili evidenti e molteplici. Sono Storie di padri scritte da figli che, attraverso il riferimento alle loro vicende, non solo toccano con suggestione il delicato e misterioso rapporto tra genitori e figli, ma ricostruiscono contesti storici quali l’Argentina, il Venezuela e il Nord America.
Sono storie d’emigrazione che poggiano sul comune paradigma di ogni percorso di abbandono della terra d’origine e di reinserimento nell’ambiente di accoglimento, vicende di vita la cui lettura in parallelo consente di poter constatare il carattere complesso e dinamico dell’emigrazione.
(dalla quarta di copertina)


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IL VIAGGIO, Cosmo Iannone Edit., 2003

Questo viaggio di andata e ritorno da un paese chiamato Molise, topos originario dell’umanità e della creatività letteraria di Giose Rimanelli, a Groud Zero, crocevia della crisi della contemporaneità, è il libro ad un tempo più “totale” e nuovo scritto da questo esule volontario della letteratura italiana. Un percorso tra le veglia e il sonno, tra la consapevolezza critica e il disorientamento culturale e politico sopravvenuto alla crisi della modernità, reso con una scrittura aperta e dialogica, fatta di un continuo e teso rimbalzo di italiano, inglese e dialetto.
(dalla quarta di copertina)

***   ...e tanti altri in italiano e inglese

BIOGRAFIA DI GIOSE RIMANELLI:
Nato a Casacalenda nel 1925, vive in America dagli anni ’60. E’ stato Professore Emerito d’Italiano e Letteratura Comparata in varie Università americane fino alla pensione. Autore eclettico, poliglotta, ha pubblicato sia in italiano che in inglese romanzi, narrative di viaggi e racconti, poesie, opere teatrali, si è occupato di giornalismo e di critica letteraria.

venerdì 27 aprile 2012

Il maggio dei libri, Biblioteca aperta a Fossalto




di Agnese Genova

Nella foto, Agnese e Carmelina durante la lettura di "Un contratto di matrimonio" di Giose Rimanelli


FOSSALTO . Anche quest’anno la biblioteca comunale di Fossalto, rispondendo all’invito di Molise D’Autore, apre le sue porte ed aderisce all’iniziativa “Il maggio dei libri”. Leggere fa crescere: è questo lo spirito della campagna nazionale nata con l’obiettivo di sottolineare il valore sociale della lettura  come elemento chiave della crescita personale, culturale e civile. Promossa dal Centro per il Libro e la Lettura, la campagna è iniziata il 23 aprile, in coincidenza con la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore promossa dall’Unesco, e culmina il 23 maggio con la Festa del libro.

lunedì 23 aprile 2012

Biblioteche aperte a Fossalto con Giose Rimanelli



Anche quest’anno Molise d'Autore partecipa alla campagna nazionale di promozione alla lettura  "Il Maggio dei libri"  che inizia il 23 aprile, in coincidenza con la “Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore” promossa dall’Unesco. Sarà l’opera  Molise Molise dello scrittore italo-americano Giose Rimanelli ad aprire  questi appuntamenti a Fossalto il 26, 27 e 28 aprile, appuntamento che prepara l’incontro successivo con lo scrittore a Casacalenda, suo paese natale. Giose Rimanelli, professore emerito, infatti, rientrerà appositamente dagli Stati Uniti dove vive da tantissimi anni.
Lo slogan “fuggiamo insieme” (io e il libro) è stato coniato dal Ministero dei Beni culturali per questa campagna 2012.

venerdì 20 aprile 2012

Adelchi BATTISTA, IO SONO LA GUERRA

di Rita Frattolillo

Per il suo romanzo di esordio Io sono la guerra (Rizzoli, 2012, pp.524, 22 euro), Adelchi Battista (Campobasso, 1967), che vive a Roma, dove scrive per la radio, la televisione e il teatro, sceglie un periodo cruciale della seconda guerra mondiale, il mese che va dal 23 giugno al 25 luglio1943 .
Giorno dopo giorno, Battista ricostruisce, sulla scorta di una messe enorme di documenti ricercati con pazienza e tenacia, il drammatico mese in cui precipita rovinosamente, dopo venti anni di dittatura, il regime fascista. Questo romanzo storico, che coniuga  il ritmo e l’allure di un film in presa diretta con il rigore richiesto dall’argomento, si apre sulle voci del prossimo sbarco anglo-americano in Sicilia riferite a Hitler dai gerarchi nazisti nel centro di comando e di controllo di Berghof, e poi, un capitolo dietro l’altro, affronta da più angolazioni – dalle stanze del potere come dalla strada -  i nodi politici che hanno segnato quei giorni  memorabili della nostra Storia, mettendo in scena  dialoghi, fatti e  personaggi che porteranno all’ultima seduta del Gran Consiglio, per la quale Dino Grandi aveva preparato un ordine del giorno avverso al duce, che decreterà, in un clima di accesa tensione, la crisi definitiva del regime e la fine di Mussolini. Basandosi su notizie, foto, fughe di notizie, Battista, che rivela nel suo feed-back un notevole bagaglio culturale in cui è confluita anche la lettura di Laurent Binet e Jonathan Littel, con Io sono la guerra, che va meritoriamente ad arricchire la non vasta bibliografia molisana del settore, ha il pregio di raccontare gli eventi della macrostoria come  un romanzo, avvincendo il lettore nell’intrico dei giochi di potere e del destino, anche grazie all’alta qualità  e alla buona tenuta di una scrittura senza cedimenti.


Ad Adelchi Battista è stato attribuito il "Premio Ernest Hemingway 2012" per la narrativa. Il suo modo di raccontare la storia è stato considerato, infatti,  innovativo.

giovedì 5 aprile 2012

Halifax: The Other Door to America



Halifax: The Other Door to America , il libro di Pietro Corsi, è stato presentato a Montreal,  con grande successo di pubblico, dalla casa editrice Guernica, che l’ha tradotto in inglese. La versione italiana, Halifax: l'altra porta d'America era stata pubblicata nel 2003.

venerdì 16 marzo 2012

Premio Gadda - Gadda giovani 2012, università di Edinburgo

Vi segnaliamo il seguente premio “Gadda – Gadda giovani 2012” voluto dal Dipartimento di Lingua e Letteratura Italiana Moderna dell’Università di Edimburgo e dedicato al grande scrittore italiano Carlo Emilio Gadda:

Presidente del Comitato del Premio Carlo Emilio Gadda - www.gaddaprize.ed.ac.uk
Direttore dell'Edinburgh Journal of Gadda Studieswww.gadda.ed.ac.uk

giovedì 8 marzo 2012

“Halifax. The Other Door to America” la versione inglese del libro di Corsi


E’ uscito in versione inglese il libro di Pietro Corsi, Halifax: l’altra porta d’America, pubblicato in Italia nel 2003. Halifax The Other Door to America, il nuovo titolo del libro di Corsi, sarà, infatti, presentato proprio ad Halifax durante la conferenza della AICW il 23 marzo prossimo.
Commenta la casa editrice canadese Guernica Editions, che ha pubblicato la versione inglese:
« Halifax: The Other Door to America
Visions of a city through a new immigrant’s fog. Pietro Corsi’s Halifax combines objective history with acute personal observations to create a vibrant portrait of the city that has witnessed the arrival of millions of immigrants from around the world.
It is the story of one immigrant’s feelings as he journeyed from old to new; and it is the story of all immigrants who embark, for one reason or another, on such a journey».



Intervista di Pietro Corsi da parte del giornale di Toronto Open Book sulla versione inglese del suo  libro Halifax, l'altra porta d'America:
www.openbooktoronto.com/news/writing_with_pietro_corsi



venerdì 10 febbraio 2012

Lina Pietravalle e la tesi di laurea



Dopo gli incontri di lettura “Natale con Lina Pietravalle” a Ripabottoni, ci è stato inviato questo pezzo:

tesi di laurea

di 

Annamaria Mastropietro


Una fortunosa coincidenza mi ha fatto intercettare il 29 dicembre 2011 un servizio del TG regionale. Oggetto: Molise d’autore - Lina Pietravalle. L’incontro ha avuto luogo a Ripabottoni, sponsor l’Associazione culturale “Tito Barbieri”.

Una sinapsi e, voilà, è riaffiorato il ricordo, ormai più che rimosso, di una tesi di laurea.

Mi rivedo, anni ’80, Federico II di Napoli, Dipartimento di Italianistica, accettare l’equazione: molisana d’origine = oggetto di indagine: negletta figlia della sua terra, tale Lina Pietravalle.

Era di moda allora mettersi alla prova, sfidare se stessi, tentare con orgoglio l’autonomia e la “bravura” nella scrittura; perciò mi avventurai nella raccolta di “reperti, fonti e pubblicazioni”che riguardassero quest’autrice minore. Minore, sì, tale doveva essere l’autore o l’argomento dei laureandi in letteratura italiana di trenta anni fa, chiamati, in quasi tutti i dipartimenti di Italianistica del territorio nazionale, a cimentarsi all’ombra del motto: Minore è bello. Era a noi riservato un sottobosco letterario - inedito, ci garantivano - cui potevamo accedere, ma entro il quale era difficile perdersi, quasi una selva oscura nella quale rintracciare la diritta via, in realtà una sorta di appendice della letteratura maior, appannaggio esclusivo degli Ordinari del tempo. Assenti Internet, Google, Biblioteca on line, e-book e quant’altro offre oggi la moderna tecnologia, fu lavoro faticato il mio, e il ricordo che ne conservo è legato non tanto all’artista quanto al percorso compiuto per rintracciarne la visibilità, lavoro fisico oltre che letterario. E  poi gli incontri, la scoperta di spazi, oltre che di persone; c’erano momenti in cui la materia, l’oggetto diventavano un mero pretesto, obbedienti com’erano ad un unico comandamento: esperire.

lunedì 6 febbraio 2012

Italo-canadesi ingiustamente internati in Canada

Riceviamo dal Canada e volentieri pubblichiamo un progetto dell’AICW per ricordare gli italiani ingiustamente  internati in Canada durante la IIa Guerra Mondiale:

Il dramma ed il dolore causati da un periodo buio e poco conosciuto della storia bellica canadese rivivono nel progetto AICW Remembers the Internment of Italian Canadians
Durante la seconda guerra mondiale, circa 7.000 italo-canadesi, alcuni immigrati, altri nati in Canada, furono radunati dalla RCMP. Tra questi, più di 600 furono mandati in campi d'internamento in Ontario, Québec e New Brunswick. Ad alcuni furono confiscate proprietà ed attività. Molti altri furono classificati come stranieri nemici, i loro movimenti ed attività limitati.
Muratori e dottori, minatori e contabili, tutti italo-canadesi, furono portati via in manette, la loro unica colpa, l'origine etnica.
Politici e giornalisti canadesi parlarono di questi prigionieri come "viscidi elementi sovversivi" e "sciacalli." Anche se alcuni fra loro rimasero dietro il filo spinato per anni, nessuno fu mai accusato di spionaggio, sabotaggio o di altri reati.
AICW Remembers the Internment of Italian Canadians presenterà due volumi in cinque città canadesi a marzo 2012.

domenica 29 gennaio 2012

A VOCE ALTA ALL'Albino di Campobasso

Anche Molise d’Autore ha partecipato alla maratona di lettura organizzata dalla Biblioteca Provinciale di Campobasso in occasione della giornata della Memoria: A VOCE ALTA ALL'ALBINO, Lettori e letture per la Shoah.

Sono stati ben 25 i lettori che si sono avvicendati per leggere i passaggi più significativi di opere dedicate all’olocausto.
.





(nelle foto il dottor Italo Testa, Gabriella Iacobucci e Barbara Bertolini).

martedì 10 gennaio 2012

Benvenuti nel nuovo blog di

Molise d’Autore

Scrittori molisani nel mondo   -    Associazione culturale

Splinder ha chiuso i battenti, ecco perché ci siamo trasferiti su Blogspot, per continuare un lungo percorso iniziato nel 2006.

mercoledì 4 gennaio 2012

Ripabottoni: pieno successo per "Biblioteche aperte"

di Domenico Ciarla, Presidente Associazione Socio-Culturale
TITO BARBIERI di Ripabottoni

 
Presso la Biblioteca Comunale di Ripabottoni si è conclusa, con
notevole successo, la tre giorni di letture dedicate alla
indimenticata scrittrice molisana Lina PIETRAVALLE, nata a Fasano (BR)
nel 1887 da genitori di Salcito (CB) e deceduta a Napoli Nel 1956.

mercoledì 7 dicembre 2011

Si è presentato a Ginevra il libro "E qui, almeno, posso parlare?"

Barbara Bertolini, Rainer Cremonte, Console Alberto Colella, Toni Ricciardi

  Il 12 dicembre, il Consolato d’Italia a Ginevra e la Missione Cattolica italiana hanno presentato il libro di Barbara Bertolini Equi, almeno, posso parlare? Storia dell’emigrazione italiana a Ginevra. I figli degli emigrati ospiti al ″Regina Margherita″ del Grand-Saconnex (ilmiolibro.it – Gruppo editoriale l’Espresso – Roma, luglio 2011, p. 284).

Relatori i professori Sandro Cattacin, ordinario di sociologia all’Università di Ginevra, Rainer Cremonte, storico della comunità italiana di Ginevra e Toni Ricciardi, ricercatore presso le Università di Ginevra e di Napoli.

Pubblicato in italiano e francese, il libro documenta una storia di emigrazione che ha interessato i figli degli emigrati, provenienti da tutte le regioni d'Italia, ospitati nell'Orfanotrofio del Grand-Saconnex, un comune del Cantone di Ginevra, gestito dalle Suore Missionarie di Susa. 






Isernia, Biblioteche aperte: Joe Fiorito


Dopo la lettura del discorso tenuto da Francesco D'Ovidio per le celebrazioni del centenario della istituzione della Provincia di Molise nel 1911, eccoci entrati nella seconda parte dl progetto "Biblioteche aperte", che prevede la lettura e l'analisi valutativa del romanzo dello scrittore canadese Joe Fiorito"Le voci di mio padre" - "The Closer we are to dying" (Garzanti, 2002), per la traduzione italiana di Pier Francesco Pasolini.
Attenta anche in questa circostanza la partecipazione delle studentesse della IV E e della V A di Istituto, sapientemente guidate nella lettura - eseguita con voce quasi "silenziosa", sul filo del ricordo - del capitolo introduttivo al romanzo, che ripercorre gli ultimi giorni di vita