Associazione culturale fondata nel 2005 per la divulgazione e la valorizzazione degli scrittori molisani e di origine molisana. Presidente Gabriella IACOBUCCI. Blog a cura di Barbara BERTOLINI.
lunedì 14 novembre 2011
venerdì 11 novembre 2011
Letture tricolori a Baranello
lunedì 7 novembre 2011
Molise d'Autore: Pagine tricolori a Fossalto
articolo di Di Agnese Genova
FOSSALTO. Riscoprire un grande intellettuale molisano e in occasione dell’anniversario del 150esimo dell’Unità d’Italia rileggere le sue pagine. Rispolverare il suo discorso, pronunciato il 21 maggio del 1911 in occasione della celebrazione del primo centenario della Provincia di Molise. E scoprire quanto attuale e straordinariamente vivido risulti oggi.
Pagine Tricolori, portate nel fine settimana nella biblioteca di Fossalto da Gabriella Iacobucci presidente dell’associazione Molise d’Autore, ha voluto far riemergere dall’oblio Francesco D’Ovidio, letterato, filologo, glottologo molisano, inserito nell’enciclopedia Treccani. E’ stata Rosamaria Lalli, moglie dello storico Renato Lalli, a tracciare un profilo di D’Ovidio prendendo spunto anche da opere del marito, studioso attento e ricercatore scrupoloso. Francesco D’Ovidio è una figura poliedrica ispirata dall’amore verso la propria terra, il Molise. Tante le affinità con Lalli. Entrambi, attraverso i loro interessi, hanno tentato di restituire ai molisani la loro terra, nelle radici, nelle storie, nei costumi, nelle usanze. Aperto a tutte le sollecitazioni intellettuali, uomo dotto, fecondo, D’Ovidio tenta attraverso i suoi studi di ricostruire mediante il dialetto (che a suo avviso andava introdotto nelle scuole dalle elementari) la comunità molisana. Sia la lingua colta che quella parlata sono per D’Ovidio espressione della comunità, “idioma che si sostanzia della vita e della storia delle popolazioni” in grado di ricostruire l’unità storicoculturale di un popolo. Maestro e precursore dell’educazione nazionale, rivendica con orgoglio la forza e la moralità del fiero popolo sannita. Già in passato il Molise ha avuto un suo colore, una fisionomia, una sua identità. D’Ovidio si fa persino promotore di un monumento a Gabriele Pepe, “tributo d’onore a quel sannita amato e riverito nella Penisola, modesto, generoso e semplice, che fece sentire in tutt’Europa la spada d’Italia”. All’interessante appuntamento culturale hanno preso parte anche il prof. Rocco Cirino e Annamaria Lombardi dell’Accademia Italiana della Cucina. Tra i partecipanti è nato un dibattito, occasione alta di aggregazione e confronto, boccata d’ossigeno per la mente.
Articolo pubblicato su “Il Quotidiano del Molise”, Anno XIV, lunedì 7 nov. 2011, p. 8
sito: http://www.quotidianomolise.it/giornale/oggi.pdf
martedì 1 novembre 2011
Roberto Pio Cassanelli internato in Canada durante la Seconda guerramondiale
Questo articolo di Pietro Corsi dovrebbe essere incluso in una pubblicazione intesa a celebrare italocanadesi nei campi di detenzione in Canada durante la Seconda guerra mondiale.
Roberto Pio Cassanelli, Master Body Builder and Dance Teacher
FROM ITALY TO TRIPOLI TO LONDON
THEN ON TO CAMP 43 ON ST. HELEN’S ISLAND
Pietro Corsi
It was in the Spring of 1959 that I first heard of the internment of Italo-Canadians at the onset of WW2. I had recently arrived in Montreal, via Halifax, to work at the weekly newspaper Il Cittadino Canadese, then on St. Lawrence Blvd., across from Dante Street, in what was, and still is by all means, the heart of the Italian community.
Founded in 1941 by Antonino Spada, the Italian language newspaper had recently been sold to Nick Ciamarra and, together with the travel agency and the print shop, to Emilio Putalivo, printer extraordinaire. Already well into his sixties, Antonino Spada was not one to sit idle and do nothing. His visits to the newspapers were a daily routine. So much so that, while dreading his presence, we would worry when he didn’t show up before noon.
continua a leggere sul sito di Pietro Corsi
http://pietrocorsiscrittore.blogspot.com/
giovedì 27 ottobre 2011
Biblioteche aperte, terzo ciclo
Con il patrocinio della Regione Molise e la collaborazione di biblioteche e associazioni culturali di vari paesi molisani, riprende dopo la pausa estiva il programma di Molise d'Autore BIBLIOTECHE APERTE.
Gli incontri di lettura, intitolati quest'anno "PAGINE TRICOLORI", sono dedicati all'Unità d'Italia. Già iniziati in primavera, continueranno in novembre e dicembre nelle seguenti biblioteche:
sabato 17 settembre 2011
Nino Ricci in Molise
E' stato in Molise per un breve soggiorno, a fine agosto, lo scrittore canadese Nino Ricci, venuto a fare ricerche sul campo per un articolo sui tratturi che scriverà per una nota rivista americana. A Villacanale, il paese in cui è ambientato il suo primo e acclamato romanzo Vite dei Santi, lo hanno accolto con orgoglio e affetto.
Nella foto Nino Ricci e i membri dell'Associazione Nuova Villacanale che il 25 agosto hanno organizzato l'Incontro
(foto Volturnia Edizioni)
Gabriella Iacobucci, presidente Molise d'Autore, su You Tube
Vedi intervista su YOU TUBE
http://youtu.be/-TF3LzOtMW8
lunedì 13 giugno 2011
Francesco D'OVIDIO, chi è?
D'OVIDIO Francesco
Campobasso, 1849 ‑ Napoli, 1925
Nato a Campobasso da padre triventino, compie gli studi secondari a Napoli. Ammesso per concorso a frequentare la Scuola normale di Pisa, è allievo di A. D'Ancona e D. Comparetti. Quest'ultimo, riconoscendo il valore del giovane, gli propone la recensione di un saggio del tedesco E. Bohmer. La trattazione filologica della tematica riscuote l'attenzione ammirata di N. Tommaseo. La tesi di laurea (Sull'origine dell'unica forma flessionale del nome italiano), discussa nel 1870, lodata da G. Ascoli, pubblicata a Pisa, mostra la linea d'interesse per la glottologia, e la perizia e la competenza sul terreno in cui dominava F. Diez. Anche la tesi di perfezionamento (1874) è pubblicata dall'Archivio glottologico italiano (Agi). Nel 1873 comincia a insegnare latino e greco al liceo di Bologna e poi al Parini di Milano. Nel 1876 il ministro della Pubblica Istruzione Ruggero Bonghi gli offre, per gli alti meriti in campo filologico e letterario, la cattedra appena istituita di lingue neolatine presso l'Università di Napoli, che D'Ovidio accetta, e che mantiene fino al termine dell'esistenza, profondendo nella docenza passione e grande genialità. Nella stessa università insegna anche grammatica greca e latina, letteratura dantesca e italiana. Ricopre incarichi di responsabilità e prestigio; vicepresidente della classe di scienze morali (1905‑16), socio e presidente del Circolo filologico di Napoli, presiede dal '16 al '20 l'Accademia dei Lincei, è socio dell'Accademia della Crusca, dell'Accademia Pontaniana, membro della Società reale di Napoli; diviene senatore del Regno nel 1905, a pochi mesi dall'analoga nomina conferita al fratello Enrico, insigne matematico. Muore a Napoli, dopo che ormai da tempo i suoi disturbi alla vista lo avevano portato alla cecità completa. Si delineano fin dagli anni dell'università le aree d'interesse glottologico, filologico linguistico e critico su cui D. programma e prosegue gli studi per tutta la vita accademica. Nel filone glottologico, inaugurato dalla tesi di laurea, si pongono il saggio Fonetica del dialetto di Campobasso (Agi, 1878), lavoro «destinato ad esercitare un influsso assai marcato sui modi e le forme della poesia dialettale molisana del Novecento» (Martelli‑Faralli); la Grammatik der italienischen Sprache (con W. Meyer Lubke, 1905; traduzione italiana Grammatica storica della lingua e dei dialetti italiani, 1906); Introduzione agli studi neo‑latini. Spagnolo (con E. Monaci, 1879); Introduzione agli studi neo‑latini. Portoghese (con E. Monaci, 1881). Sono collegate a questo tipo di studi le indagini filologico‑linguistiche, tra cui spiccano quelle su Dante e Manzoni. Sono qui da menzionare i tre volumi Versificazione romanza. Poetica e poesia medioevale, che comprendono, tra l'altro, l'analisi di testi antichi e l'origine dei versi romanzi (Il ritmo cassinese, Il contrasto di Cielo D'Alcamo; Sull'origine dei versi italiani; Versificazione e arte poetica medievale; Sulla più antica versificazione francese). Sulla stessa linea d'interesse si collocano i contributi raccolti in Varietà filologiche. Scritti di filologia classica e di lingua italiana (1874) e gli interventi riguardanti la questione della lingua (La lingua dei Promessi Sposi nella prima e seconda edizione, 1880; Le correzioni ai Promessi Sposi e la questione della lingua, 1882) con cui interviene nella querelle tra A. Manzoni e G. Ascoli. La posizione moderata di D'Ovidio si definisce con l'ipotesi di adottare il fiorentino, secondo il suggerimento di Manzoni, corretto però dalla lingua della tradizione letteraria. Tale posizione fu apprezzata da Croce, che pure riservò un giudizio severo alla metodologia critica e analitica seguita da D., poiché la considerava un condensato delle attitudini negative del letterato italiano, impegnato su vacue questioni accademiche. La severità di Croce si appuntava particolarmente sui saggi più numerosi di D., quelli danteschi (Studi sulla Divina Commedia, 1901; Nuovi studi danteschi, 1906,1907) e manzoniani. In realtà il metodo dovidiano non è pienamente riconducibile all'interno della scuola storica, poiché egli, prendendo le distanze da De Sanctis, si ispirava ad un ideale equilibrio di scrupolosa ricerca e di intuizione. Il gusto dovidiano per le questioni minori, una piuttosto scarsa sensibilità storica, appaiono più evidenti quando l'indagine critica affronta i massimi esponenti della letteratura italiana, come Dante e Manzoni. Al periodo giovanile, da alcuni, come lo stesso Croce, considerato il suo momento critico migliore, appartiene il lavoro Il carattere, gli amori e le sventure di Torquato Tasso (1879). Una serie di interventi di genere diverso sono raccolti in Varietà critiche, che contengono, tra l'altro, studi su Leopardi. L'ampiezza degli interessi porta D'Ovidio ad essere presente per diversi decenni nella vita culturale e politica del giovane Stato italiano. Presiede il consiglio d'amministrazione dell'Istituto Orientale di Napoli, partecipa ai congressi pedagogici, interviene sui programmi scolastici, lavora senza tregua. Collabora a molti periodici (La Perseveranza, ilCorriere della sera, Il Giornale d'Italia, Nuova Antologia, etc.) trattando argomenti politici, amministrativi, civili. Un posto a parte nella produzione dovidiana occupa il volume Rimpianti (1903, ritratti degli uomini insigni del Risorgimento e del periodo postunitario), che testimonia la vitalità della sua presenza sociopolitica ed accademica. L'intenso amore per il Molise si è manifestato, oltre che attraverso scritti, tra cui Nel primo centenario della Provincia di Molise (1911), con un contributo costante ed elevato al progresso spirituale e materiale della sua terra. Alla sua morte, la realizzazione di un busto che lo ricordasse alla memoria dei concittadini, da collocare nella omonima piazza, a Campobasso, è stata affidata allo scultore Enzo Puchetti. Alla commemorazione del 25esimoanniversario della morte di D'Ovidio (1950), interviene il capo dello Stato Luigi Einaudi. È la prima visita di carattere eccezionale nel Molise, dopo quella del re Umberto I nel 1905.
lunedì 23 maggio 2011
Alla Biblioteca di Riccia letture tricolori
Gli incontri di Riccia, che si sono svolti il 18 e il 20 maggio alla Biblioteca comunale, hanno avuto due graditi ospiti: Rosamaria Lalli e Michele Tanno che hanno animato le letture a tavolino del molisano Francesco D'Ovidio. Interventi di grande cultura che hanno permesso ai partecipanti di cogliere l'importanza di uno dei massimi letterati italiani del suo tempo, nato a Campobasso nel 1849.
E, infine, dopo le letture, i pasticcini tricolori....
venerdì 13 maggio 2011
Incontri di lettura: Riccia
Anche Molise d'Autore partecipa a "Il Maggio dei libri" una campagna nazionale di promozione della lettura. Patrocinata dal Centro per il libro e la lettura del Ministero per i Beni e le Attività culturali, questa campagna è iniziata il 23 aprile in occasione della Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore.
LETTURE TRICOLORI: Molisani verso l’unità
è il titolo dei due incontri organizzati da Molise d'Autore presso la Biblioteca comunale di Ricca il 18 e il 20 maggio prossimi alle ore 16.30. Con il gruppo di lettura della biblioteca, saranno presentate, lette e discusse a tavolino pagine dell'insigne letterato molisano dell’800, Francesco D’Ovidio.
lunedì 9 maggio 2011
Il teatro dialettale molisano
IL TEATRO MOLISANO E I SUOI AUTORI
Quando si parla di teatro molisano, è quasi sempre quello dialettale. Sono molti gli autori, soprattutto isernini, che hanno scritto commedie di carattere popolare.
Lo studioso che più si è interessato al teatro dialettale è senz'altro Giambattista Faralli, nato a Monteroduni in provincia di Isernia. Critico letterario e d'arte, il Faralli ha pubblicato sull’argomento Il teatro dialettale di Isernia (1920-1940) (ed. Marinelli, Isernia, 1992). Un altro suo importante contributo lo si trova in MOLISE, Letteratura delle Regioni d’Italia, (Editrice La Scuola, Brescia,1994), scritto insieme a Sebastiano Martelli, pagg. 57-60.
Tra gli autori teatrali che il Faralli segnala:
Vincenzo Viti (1887-1935) medico, che egli considera il caposcuola del teatro dialettale isernino. La commedia più importante, e rappresentata innumerevoli volte nel ventennio fascista, è stata: E' mmenuto Celesctrino!..., scritta nel 1923, seguita, due anni dopo, da Ru sole a mezzanotte.
Inoltre, insieme all'amico Franco Ciampitti, Viti ha scritto in isernino arcaico Ggènte alla macena, commedia recitata poi in italiano dalla compagnia Starace-Sainati: una pièce ben costruita con un’ azione incalzante e rapida.
Giotto De Matteis (1900-1981), sempre di Isernia e che si ispira al Viti, scrive due opere: una nel 1926 Ru matremonie pe procura e l'altra nel 1929, Mascherata paesana - La porta dell'inferno.
Giacinto Tarra (1906) e Giovanni Tarra (1892-1943), le cui commedie esprimono un forte sentimento popolare, che però rappresentano con minori pretese intellettuali rispetto al Viti. Tra queste: Ru tesore (1928), Ru furastiere paiesane e ru campanare (1928) Cosme e Peppenella alla «clinica della salute» (1929). Ru remita, del 1931, è scritta da Giacinto Tarra insieme con Francesco D'Alessandro.
Franco Ciampitti (1903-1988), figlio del Senatore Giovanni, laureato in Giurisprudenza e Scienze politiche, già affermato narratore con l'opera Novantesimo minuto del 1932, dopo aver scritto insieme a Viti Ggènte alla macena, elabora poi i drammi: La jurnata (1934), ispirati a casi di giustizia ordinaria e La frasctéra (1938) una storia di una famiglia povera travolta dallo scandalo di una ragazza compromessa nell'onore, opere che superano sia la "comicità distaccatamente ironica e il melodramma pedagogico del Viti, sia il gioco grottesco dei Tarra-D'Alessandro".
Riprende poi la tradizione teatrale isernina, interrotta dalla guerra, Sabino D'Acunto. L'eclettico scrittore si ispira ai modelli locali di Viti ma allargando gli orizzonti alla psicologia popolare con un'interpretazione in chiave moderna. Ru lemetone (1943) porta in scena liti e incomprensioni tra vicini. Ru tesctamiente de la bonanema (1944) parla invece dei problemi legati all'eredità tra fratelli. In Mo ze sposa Celesctrine del 1945 D'Acunto riprende con maestria i personaggi del Viti ma trasferendoli nell'ambientazione storica del dopoguerra. Serenata a traremiente del 1947 è l'ultima pièce di D'Acunto, e in essa mette in scena i pastori del Matese.
Tra gli autori degli ultimi anni, che hanno ripreso questa tradizione popolare con brio, citiamo i seguenti:
Antonio Angelone, poeta, pittore e commediografo nato a Forlì del Sannio, in provincia di Isernia, nel 1933. Tra le sue commedie:
Il Matrimonio (1988); La sperimentazione dei maestri (1991); Forulum (1992); Il dramma d'amore di Nicola e Loreta (1992); Ciccotè (1995); Re vuasce sotta'lle sctéll (1996); Tra véglié'ssuonn (1997); La Tagliola, commedia dalettale in tre atti (2013).
Scrive Vincenzo Rossi nella prefazione di Il dramma d'amore di Nicola e Loreta di Angelone: «Questo dramma d'amore è una prova inconfutabile del recupero espressivo e rappresentativo delle forme di vita contadina e del dialetto del paese nativo dell'autore. Le manifestazione vitali che Angelone rappresenta con i tratti pittorici e con la scrittura (in prosa e in versi) si tengono a diretto contatto con l'ambiente (emanano odore d'erba e di terra) e raffigurano il vivere dello stato sociale contadino, ricco di elementari, specifici e irriducibili sentimenti, di gesti, di passioni, di divertimenti, di intrighi, di raggiri, di patteggiamenti, di fatica, di gioia, di dolore e di intuitive riflessioni sull'essere al mondo».
Nicolino Camposarcuno (1931-2000?), autore di commedie dialettali e in lingua, è stato animatore, regista e attore della filodrammatica di Ripalimosani. Egli ha messo in scena: Sotte e ll'ercate (1989); L'albero della libertà; L'avventura di un povero uomo; A Ripe è nu pejese; Ddemane è n'atre jorne; U pejese è peccerelle... a ggende mmormere, che hanno tutte ottenuto un grande successo di pubblico.
Tra gli autori teatrali molisani si è distinto l'agnonese Giuseppe Nicola D'Agnillo (1827-1916). Scrive il primo dramma in versi, Gli Svevi in Agnone, all'età di 22 anni. E' proprio nel periodo unitario che pubblica, in lingua, i suoi due capolavori: Griselda e La duchessa di Bracciano, in cui tratta passioni civili e sentimenti liberali, rappresentati con successo a Napoli nel 1868 al "Fondo" della Sadowski. Altre opere saranno pubblicate sul finire del secolo.
Un autore teatrale poco conosciuto è Teodoro Capalozza di Sepino (1895- + dopo il 1966) che ha pubblicato una collana di sette volumi di commedie, monologhi o radioscene.
***
NOTA: Per le biografie dei personaggi citati vedere Molisani, milleuno profili e biografie di Barbara Bertolini e Rita Frattolillo ed. Enne, 1998.
Per chi fa ricerche sulla letteratura regionale segnaliamo l'Almanacco del Molise, ricco di interventi di studiosi locali su letteratura, arte, storia, archeologia, economia, architettura, ecc… Pubblicato ogni anno da Enzo Nocera dal 1969 fino al 2009, è stato ripreso poi da Habacus Edithore.
Consigliamo inoltre le rassegne bibliografiche realizzate da Giorgio Palmieri e Antonio Santoriello che hanno scandagliato, minuziosamente, più di cinquant'anni di pubblicazioni nel Molise.
Barbara Bertolini
sabato 30 aprile 2011
Centro Siena Toronto
Da sinistra: Laura Ferri (Direttrice Centro Siena -Toronto), Laura Caretti (Università di Siena), Gabriella Iacobucci, Damiano Pietropaolo, Norberto Lombardi, Michele Campanini (Univ. Di Siena).
Centro Siena-Toronto 29 marzo 2011
Si sono concluse le giornate di studi sul Canada dal titolo: "Dopo la traversata: l'esperienza italo-canadese".
Tra i relatori Damiano Pietropaolo, scrittore e professore dell'Università di Toronto che ha parlato di : "Hyphenated Identities in/and the Global Village" "Identità 'hyphenated' dentro /in rapporto/ al Villaggio Globale"
e
Gabriella Iacobucci, traduttrice, che ha raccontato la storia del molisano Frank Colantonio emigrato in Canada nel secolo scorso, negli anni del boom edilizio.
Sono intervenuti: Laura Caretti (Università di Siena), Norberto Lombardi (Casa Editrice Cosmo
Iannone), e Michele Campanini (Università di Siena).
mercoledì 13 aprile 2011
Università di Bologna: seminario di studi su traduzione autori canadesi
Università Degli Studi Di Bologna Dipartimento Di Lingue e Letterature Straniere Moderne via Cartoleria 5, I-40124 Bologna |
Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, Università di Bologna
Letterature Anglo-Americane
TRANSNATIONAL JOURNEYS: CANADA AND EUROPE
Program on Canadian Studies
Series Coordinator: Dr Elena Lamberti
Year 2010-2011
Focus on:Rethinking Otherness
Course Director: Dr Giuliana Gardellini
With the Assistance of Government of Canada and Canadian Embassy in Rome
Tra gli interventi, iniziati già da marzo e che duraranno fino a maggio:
Dr Gabriella Jacobucci, translator, “Translating Otherness: from Italy to Canada and Return”, Tuesday, 20 April 28th, 10.45 a.m., Sala Convegni, Dip.LLSM, Via Cartoleria 5
Following Licia Canton’s discussion on ‘Writing Otherness’, Gabriella Jacobucci will speak about her own experience as official translator of many Italian Canadian writers, offering examples and raising cultural, ethnic and linguistic issues. She will compare passages from the works of Nino Ricci, Frank Colantonio and Mary Di Michele, focusing on the intriguing question of ‘writing back’, that is translating first or second generation Italian-Canadian writers from English (their ‘new’ and ‘literary’ language) into Italian (their ‘mother’ and ‘home’ language).
Opere di autori Italo-Canadesi tradotte da Gabriella Jacobucci
RICCI Nino, Il fratello italiano. Trad. di G. Iacobucci, Roma, Fazi Editore, 2000.
RICCI Nino, La terra del ritorno, Trad. di G. Iacobucci, Roma , Fazi Editore, 2004
RICCI Nino, Vite dei santi, Trad. di G. Iacobucci, Vibo Valentia, Monteleone Editore, 1994.
COLANTONIO Frank, Nei cantieri di Toronto, Trad. di G. Iacobucci, Isernia, Cosmo Iannone Editore, 2000.
DI MICHELE Mary, Canto d’amore, Trad. di G. Iacobucci, Cava de’ Tirreni, Marlin Editore, 2004
DE SANTIS Delia, Pranzo per tre, trad. di G. Iacobucci, Larino (CB), Il Ponte, mensile di inf.e cultura Anno XIII,dic. 2001 n. 12
IACOBUCCI Gabriella , Un molisano di Toronto, Il Ponte, ANNO IX, n. 49
IACOBUCCI Gabriella , Molise, terra del ritorno, Campobasso, Il Bene Comune, Anno IV, n.9
CORSI Pietro, Vissi d’arte, vissi d’amore, Campobasso, Il Bene Comune, Anno VII, n. 1.
Selected Bibliography
CANTON Licia, Translating Italian Canadian Writers, intervista con G.Iacobucci (The Dinamics of Cultural Exchange, Montreal, Cusmano ed. ,2000).
CONCILIO Carmen, Nino Ricci Roots and Frontiers, Torino, Tirrenia Stampatori, 2003.
IACOBUCCI Gabriella, Il viaggio di Nino Ricci, Biblioteca della Ricerca. ( Il Canada tra modernità e tradizione, Atti del seminario di studi dell’AISC , Monopoli, 4-6 ottobre 2000).
IACOBUCCI Gabriella, “Where she has gone, oppure Il fratello Italiano”, Rivista di studi canadesi dell’AISC, n.13, 2000.
IACOBUCCI Gabriella, “Una storia molisana made in Canada”. Englishes, letterature inglesi contemporanee, V, 15, Roma 2001.
IACOBUCCI Gabriella, “Quando l’autore è di origine italiana”, Shaping History, di A.P. DeLuca e A. Ferraro, (Atti del Convegno Internazionale Oltre la storia, Centro di Cultura Canadese dell’Università degli Studi di Udine),2005.
MISSORI Antonella, La trilogia di Nino Ricci. Tesi di Laurea (relatrice Prof. Caterina Ricciardi). Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, Università degli Studi di Roma “Roma Tre”, 1999-2000.
domenica 30 gennaio 2011
Lina Pietravalle e la "Cipressina" a Bagnoli
Sezione di Isernia di Italia Nostra
L’educazione al patrimonio culturale e paesaggistico di una regione può avvenire anche attraverso la conoscenza dei suoi scrittori, a volte purtroppo dimenticati. E’ il caso di Lina Pietravalle, una delle più importanti scrittrici molisane, e del suo casino di Bagnoli del Trigno…
Sperduto nei dintorni di Bagnoli del Trigno, sta andando in rovina il casino di campagna appartenuto a Lina Pietravalle, una famosa scrittrice molisana degli anni Trenta. Muri crollati, pareti annerite, erbacce… Solo i cipressi restano, a ricordare che questa villa era chiamata la “Cipressina”…
Eppure il Molise dovrebbe tenere molto più in considerazione il proprio patrimonio, e rendere omaggio a chi, con i suoi racconti, inserì nel panorama della letteratura italiana un paese arcaico e ancora sconosciuto.
E per sensibilizzare le autorità e l’opinione pubblica alla tutela di questo bene, rileggiamo cosa la scrittrice diceva di questo luogo in cui trascorse le estati felici della sua fanciullezza:
«Si trovava nella valle del Trigno, in un antico feudo di famiglia. Era circondato ancora da mura ciclopiche, come i feudi medievali, e la casa era sulla sommità, bassa e quadrata. A fianco della casa facevano ala dei bellissimi cipressi che al mattino erano gremiti di uccelli. Erano gli spiriti custodi della casa e le loro ombre attraverso i vetri delle finestre si posavano sulle tappezzerie scolorite, sui letti grandi, i vecchi cassettoni… E per questa sua corte vigilante di cipressi, la casa era chiamata col nome di Cipressina…
“Mamma e il mio povero papà furono sopraffatti dalla vita della città. Se invece fossero vissuti là, al casino di Bagnoli, in quel regno vivo e sensibile ai venti, al sole e alle stagioni, coi cipressi che al favonio dolce di maggio cantavano come cetre inclinandosi sulle finestre… oh come essi sarebbero felici ancora!»
«Singolare era il cipresso di scolta piantato nel centro… In tutta la valle del Trigno non v’era un più fastoso e ornato signore… I meli e gli ulivi secolari del frutteto, subito dopo la cinta, parevan nani al suo confronto ed i cipressi delle ali snelli efebi al paragone di un gigante. Nelle tempeste questo cipresso, detto proprio il “gigante maggiore”, si cingeva di fulmini come un dio, i rami irti battevan sul tetto come nocche di dannati, e le radici scuotevan le mura come fuscelli. Un fragore di tromba marina aveva il suo fiato poderoso nel vento dei temporali e muggiva come una mandria di bufale travolte dalla paura…»
Il “gigante maggiore” c’è ancora, e ancora fa da sentinella alla casa. Ma fino a quando?
(Testi presi da “Gabriella Iacobucci incontra Lina Pietravalle”, RAI 3,1992 e Le Catene, di Lina Pietravalle. Le foto: in bianco e nero "La Cipressina della famiglia Pietravalle nel 1930 e, a colori, com'è ora).
Articolo di Gabriella Iacobucci pubblicato sul numero 457 (ottobre 2010) del bollettino di ITALIA NOSTRA. www.italianostra.org
venerdì 24 dicembre 2010
Molise mio (and My Molise) di Giose Rimanelli
'U core tréme,
i suónne so' bbrèsciate,
tant'anne so' pèssate:
te vuóglie sembre bbéne.
'U core vole,
te corr'èncór'èppresse,
sié tu che t'éddèriésse:
te vuóglie sembre bbéne.
'U core more
p'amore che te porte.
Molise, sie' 'nè sorte:
te vuóglie sembre bbéne
So' jute 'nnate,
so' just'èrrete.
Haj vist''u munne,
Haj vist''u funne.
So' state triste,
so' state forte.
Hanj vist''a morte
so' figlie a tte.
MY MOLISE
My heart trembles,
my dreams have burned away,
so many years passed:
I love you as much as always.
My heart flies,
it still runs after you,
but it's you who draw away:
I love you as much as always.
My heart dies
of love for you today.
Molise, you're my fate.
I love you as much as always.
I have gone forward,
I have gone backward.
I've seen the world,
I have touched bottom.
I have been sad,
I have been strong
I have seen death:
I am your son.
***
giovedì 16 dicembre 2010
A Casacalenda Incontri di lettura
(nella foto il gruppo d Lettura di Casacalenda)
martedì 16 novembre 2010
No all'eolico selvaggio ad Altilia e Pietrabbondante
Molise d'Autore dedica le sue iniziative alla valorizzazione e alla divulgazione della letteratura molisana perché ritiene che sia spesso poco conosciuta o ingiustamente dimenticata, e soprattutto perché la considera una parte essenziale del nostro patrimonio culturale.
Ma questo patrimonio è fatto di tante altre cose.
Tra queste il paesaggio molisano. Esso rappresenta l'identità stessa della nostra piccola regione e non possiamo vederlo deturpato e manomesso con tanta facilità da interventi che piovono sulla testa dei cittadini ignorandone i sentimenti e le ragioni.
Per questo Molise d'Autore unisce la sua voce a quelle di coloro, e sono tanti, i quali protestano contro le recenti e gravi iniziative che compromettono insensatamente l'integrità del territorio.
Il Presidente
Gabriella Iacobucci
giovedì 28 ottobre 2010
Baranello, ottobre piovono libri
Baranello, domenica 31 ottobre 2010: Gabriella Iacobucci, Luigi Biscardi, Claudio Niro, Domenico Boccia, durante la presentazione di "Biblioteche aperte".
Appuntamento a Montorio nei Frentani:
domenica 24 ottobre 2010
Articolo su - 1
BIBLIOTECHE APERTE,
ALLA SCOPERTA DI JOE FIORITO
di Agnese Genova
FOSSALTO. La lettura come esercizio di democrazia e libertà. Come nutrimento per la mente e viatico dello spirito. Leggere per crescere. Ne è convinta Gabriella Iacobucci, presidente dell’associazione “Molise D’Autore”, a Fossalto domenica sera per la presentazione della seconda edizione di “Biblioteche Aperte”. Iniziativa che quest’anno rientra tra i 2.300 eventi nazionali inseriti nell’ambito di “Ottobre piovono libri”. L’associazione intende promuovere con questo progetto la riscoperta del ricco patrimonio letterario del Molise, rivalutarlo, farlo uscire da ristretti cenacoli di studiosi e metterlo a disposizione della gente comune. Intento di “Molise d’Autore” è dunque quello di fare emergere dall’anonimato autori, saggisti, romanzieri molisani magari molto affermati all’estero ma poco noti nella terra d’origine, il piccolo Molise. Lo scorso anno l’attenzione dell’associazione si è focalizzata su scrittori canadesi di origini molisane. A Fossalto si è scelto di trattare Nino Ricci leggendo “Vite dei Santi”. Quest’anno invece si andrà alla scoperta di Joe Fiorito e della sua opera “Le voci di mio padre”. Per iscriversi al ciclo di letture ad alta voce, che prenderà il via il prossimo mese di novembre, ci si può rivolgere alla biblioteca comunale di piazza Marconi. Diversi pensatori molisani sono stati inseriti tra i personaggi da trattare dall’associazione per volontà del compianto storico Renato Lalli, uomo modernissimo che si è sempre sforzato di farli conoscere. E la prossima edizione di “Biblioteche Aperte” sarà dedicata proprio a lui che lo scorso anno, in una delle ultime uscite, si recò proprio a Fossalto a presentare la prima edizione dell’iniziativa. Quest’anno era presente la consorte Rosamaria.
Dell’importanza della promozione della cultura è convinto anche il sindaco Nicola Manocchioche ha ribadito lo sforzo dell’amministrazione verso un settore fondamentale per la crescita sociale. Il primo cittadino ha annunciato la volontà di potenziare la biblioteca comunale che sarà presto inserita nel Polo bibliotecario SBN della biblioteca provinciale del capoluogo, oltre ad aderire al progetto nazionale “Nati per leggere”. Inoltre la giunta ha approvato l’istituzione di una borsa di studio destinata agli alunni delle scuole medie per realizzare lavori su Eugenio Cirese, poeta dialettale fossaltese dall’indiscusso valore.
Ha parlato del pianeta cultura tra difficoltà e paradossi il direttore della Biblioteca Albino di Campobasso. Cultura e politiche culturali viaggiano spesso su binari differenti. Nel 2010 è calato del 10% l’acquisto dei libri e in previsione l’anno prossimo la flessione arriverà al 35%. Cresce invece il settore dell’e-book, il libro elettronico, che presenta però problemi legati alla reinvenzione del linguaggio che si adatta al nuovo strumento. E la lettura spesso deve fare i conti con i forti interessi editoriali che condizionano il mercato. E in Molise? “Siamo l’unica regione d’Italia dove non esiste la Soprintendenza Bibliografica regionale, che tra i numerosi compiti annovera quello di creare una rete catalografica sul territorio, sorvegliare le biblioteche private, assistere quelle ecclesiastiche. La Regione non ha mai recepito la legge nazionale del 1976- ha spiegato Vincendo Lombardi- Dal 2008 inoltre la Regione Molise ha tagliato del tutto anche quei pochi fondi destinati alla biblioteche comunali”. Biblioteche che oggi quindi dal massimo Ente locale non ricevono nulla. E che diventa difficile mantenere in vita, come dimostra la desolante chiusura di questi importanti presidi culturali in diversi piccoli centri della regione. La Provincia di Campobasso non fa meglio. Quest’anno l’Ente di via Roma non ha più supportato l’iniziativa della Biblioteca Albino “Libri d’Azione”, che rientrava tra i quindici progetti nazionali sostenuti direttamente dal Ministero. La strada sulla via della cultura dunque è ancora lunga. E piena di insidie. Il prossimo appuntamento con la presentazione di “Biblioteche Aperte” è sabato 23 ottobre alle ore 18 a S. Angelo Limosano. Il sindaco Luigi Sansone è stato ospite a Fossalto.
Articolo Pubblicato su il "Quotidiano del Molise" del 23 ottobre 2010
sabato 23 ottobre 2010
Biblioteche aperte fa tappa a Sant'Angelo Limosano
di Agnese Genova
S. ANGELO LIMOSANO. “Biblioteche Aperte” coinvolge quest’anno anche S. Angelo Limosano. L’associazione culturale “Molise d’Autore” ha infatti presentato anche nel piccolo centro patria di Celestino V l’interessante iniziativa che mira ad avvicinare la lettura alle persone. Nella sala consiliare del Municipio è stata la presidente Gabriella Iacobucci ad introdurre le motivazioni del progetto, nato da “un sentimento personale di ribellione al libro per come ci è stato sempre imposto” ha detto. Intento dell’associazione quello di far scoprire il piacere della lettura ad alta voce, quella espressiva che arrivi direttamente senza filtri alle persone più disparate, come già accaduto nella prima edizione dell’iniziativa alla quale ha aderito un pubblico variegato ed assortito. “Biblioteche Aperte” rientra quest’anno nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Ottobre piovono libri”. Ospite d’onore dell’incontro moderato dal primo cittadino Luigi Sansone è stato l’architetto Franco Valente accompagnato dai libri da lui scritti negli ultimi trent’anni. Affascinato da scrittori quali il Ciarlanti o il Masciotta, Valente è da tempo impegnato nella stesura di una non semplice trilogia, tre storie che condividono uno spazio fisico significativo, la cripta dell’abate Epifanio nel complesso monastico di S. Vincenzo al Volturno. Ma pubblicare in Molise non è opera facile, tant’è che l’architetto venafrano ha iniziato a raccontare nelle piazze e sul suo blog, luoghi dov’è possibile aprirsi ad un confronto e ad un commento, le interessanti storie cui da vita. Valente ha lodato l’iniziativa “Biblioteche Aperte” perché, ha detto, “da noi la cultura è messa da parte anche dalla politica, ma se si lanciano piccoli semi anche in centri periferici e fuori da importanti circuiti di sviluppo si possono raccogliere buoni frutti”. Infine Gabriella Iacobucci ha letto una pagina del libro “L’oro del sole”, una sorta di diario scritto da Francesco Caserio, classe 1901 vissuto fino a 93 anni, che ha scoperto in tarda età il piacere della lettura e ad ottant’anni ha deciso di prendere carta e penna per raccontarsi.
Pubblicato sul "Quotididano del Molise" il 2 nov. 2010
Nella foto: Franco Valente, Luigi Sansone, Gabriella Iacobucci
martedì 12 ottobre 2010
Riccia: a "Ottobre piovono libri"
Pubblicato il 12 Octtobre 2010 da Redazione di Caffè Molise
Con la manifestazione il Comune riapre la biblioteca. Previsti gruppi di lettura e commento di autori molisani
Avvicinare i giovani alla lettura e riscoprire il piacere di un buon libro. Questi gli obiettivi della prima iniziativa culturale che a Riccia vede la riapertura della biblioteca comunale di largo Garibaldi, chiusa da anni. Sabato 16 ottobre alle ore 18 il Centro culturale giovanile riapre, infatti, con la manifestazione che si inserisce nel programma nazionale di “Ottobre piovono libri”, organizzata da Molise d’Autore e che consiste in gruppi di lettura e commento di autori molisani, ancora poco noti ai più, ma di notevole spessore. Interverranno, oltre al sindaco, Micaela Fanelli, Flavia Cristiano, Direttore del Centro per il Libro e la Lettura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Sandro Arco, Presidente della Fondazione Molise Cultura.
“Risulta fondamentale per i nostri giovani – spiega Maurizio Moffa, consigliere delegato alla Cultura - incentivare il processo di rafforzamento della propria identità culturale che avviene grazie alla progressiva conoscenza di sé e della propria storia. Anche il campo della letteratura può essere un campo da esplorare e può costituire una vera scoperta, come la cospicua quantità degli autori molisani: narratori, saggisti e poeti interessanti e misconosciuti. Il Centro giovanile di Riccia riparte da qui, dalla ricerca di nuove avventure come quella di un buon libro. Il Centro rappresenterà un punto di riferimento quotidiano per i giovani; l’attività sarà svolta principalmente da loro, ma avverrà con l’indirizzo di persone esperte e il controllo di personale comunale. Il centro potrebbe essere aperto tutti i giorni dalle 15 alle 19 per le attività “ordinarie” di biblioteca, di aiuto negli studi e di approfondimento. Nel contesto del centro verranno definite le attività del programma culturale invernale dell’Amministrazione, al fine di coinvolgere i principali interessati nelle scelte e nella fruizione di eventi di spessore nazionale e che animeranno il lungo inverno riccese. Faranno parte del programma – conclude il consigliere Moffa - le attività di cineforum, musicali, teatrali, osservatorio della realtà, guida alla lettura, guida all’interpretazione dell’opera d’arte, approfondimenti sulle tematiche tipiche dell’adolescenza”.
L’associazione culturale Molise d’Autore inaugura il secondo ciclo del progetto Biblioteche Aperte partecipando a “Ottobre piovono libri”, campagna promozionale del Centro per il Libro e la Lettura, e ispirandosi alle celebrazioni per il 150° Anniversario dell’Unita’ d’Italia.
Infatti il programma 2010-2011 sarà intitolato Parole d’Italia e si articolerà in due parti: Emigranti e Molisani verso l’Unità. Il programma verrà presentato in sei paesi del Molise. L’iniziativa toccherà anche altri centri: Fossato domenica 17 ottobre; Sant’Angelo Limosano sabato 23 ottobre, Montorio nei Frentani, sabato 30 ottobre, Baranello domenica 31 ottobre.
mercoledì 6 ottobre 2010
APPUNTAMENTO A CASACALENDA IL 9 OTTOBRE:
Molise d'Autore ringrazia la Presidente della Fondazione Caradonio di Blasio di Casacalenda, Rosa Marcogliese e la scrittrice Simonetta Tassinari.