martedì 7 ottobre 2008

Premio ad un autore di origine molisana

Antonio DAL SALONE DEL LIBRO DI TORONTO PREMIATO ANTONIO D'ALFONSO


 


Un auteur d'origine  molisanne, Antonio d'Alfonso, est  lauréat du Prix Christine Dimitriu Van Saanen, dans le cadre du salon du livre de Toronto 2008 pour son roman  L’aimé (publié aux éditions Leméac. Ottawa).

Le Salon du livre de Toronto est l’une des manifestations littéraires les plus importantes du Canada. Il s’est déroulé du 2 au 5 octobre dernier. Parmi celles organisées dans le contexte de cette vitrine internationale, un salon francophone, pour stimuler la lecture en français dans cette province,  avec un prix dont le  jury,  composé de trois personnes représentatives de la diversité littéraire franco-ontarienne, a choisi trois finalistes parmi 21 candidatures.


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L'oeuvre D'Alfonso:


L’aimé,   construit, un peu à la façon d’un documentaire, le portrait du cinéaste montréalais d’origine italienne Fabrizio Notte, à partir des témoignages, à la première personne, de femmes narratrices qui l’ont connu ou croisé, aimé ou détesté. Ce sont des femmes de sa famille, des amies, des amantes. Ainsi se compose progressivement, à la façon d’un Picasso, le tableau kaléidoscopique d’un homme qui peut être aussi tendre que goujat, aussi sûr de lui jusqu’à l’arrogance que désemparé et inquiet. Le principe de création est ingénieux, original et mené tambour battant.


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Chi è Antonio D’Alfonso ?


 


Poeta, romanziere, saggista, critico letterario, cineasta indipendente, nel 1978 fonda in Canada la casa editrice Guernica che ha lo scopo di far conoscere talenti emergenti, soprattutto di origine italiana.


Nato a Montréal nel 1953, da genitori molisani,  si muove tuttavia in un contesto multiculturale: scuola in inglese; amici francofoni, italiani, spagnoli ecc... Spirito eclettico, dopo l’università intraprende varie attività, soprattutto cinematografiche e scrive i primi libri di poesia (La Chanson du shaman, Queror, Black Tongue ecc..). Arrivano anche i primi romanzi. Nel 2005, Un vendredi du mois d’août ottiene il Premio Trillium ed è finalista del Premio Riguet.


Attualmente vive a Toronto dove ha ricevuto il premio del Salone del Libro 2008 con il romanzo L'aimé.


 

lunedì 18 agosto 2008

Convegno a Roccamandolfi

Convegno su Florindo Scasserra ed altri protagonisti della cultura localeFlorindo Scasserra ed altri protagonisti della cultura locale è l’interessante convegno che si è svolto a Roccamandolfi, in provincia di Isernia, il 12 agosto scorso.


Il convegno e la mostra storico-documentaria sono stati organizzati dall’Archivio di Stato di Campobasso e dal comune di Roccamandolfi.


Tra gli interventi:



  • Sebastiano Martelli, Protagonisti e fermenti culturali tra Settecento e Novecento

  • Giambattista Faralli, “Il Giornale del Sannio” e la stampa molisana (1904-1906)

  • Giorgio Palmieri, “Mia cara creatura di stampa” Florindo Scasserra editore

  • Barbara Bertolini, Dal sodalizio intellettuale all’amore. Maria d’Aragona e Florindo Scasserra


 


Chi era Florindo Scasserra? Perché un convegno così importante su di lui?


 


L’anno scorso cadeva il centesimo anniversario della morte del geniale giornalista-scrittore, morto  a soli 25 anni, con alle spalle un’attività letteraria incredibile per la sua giovane età.


Nato nel 1881 a Roccamandolfi, a 18 anni Florindo pubblica il suo primo lavoro letterario, L’uomo conosce l‘uomo. A vent’anni fonda e dirige, nel suo paese natio, “Italia Moderna”, rivista quindicinale letteraria, artistica, scientifica, alla quale collaborano personaggi illustri come Antonio Fogazzaro, Francesco d’Ovidio, Baldassarre Labanca, Edmondo de Amicis, ma anche tante scrittici in auge allora, come Clelia André, Diana Toledo, Gemma Giovannini.


Nel 1904, un anno dopo il suo matrimonio con Maria d'Aragona,  una nobildonna toscana, anche lei scrittrice, che aiuterà il marito nelle sue mille attività, si trasferisce a Bojano e fonda “Il giornale del Sannio” e una casa editrice “Italia Moderna”. Anche per la casa editrice il giornalista molisano raccoglierà intorno a sé grande consenso che lo porterà a pubblicare numerose opere.


Muore purtroppo precocemente stroncato dalla tubercolosi. Dirà sul letto di morte: «Muoio a 25 anni con tante cose da fare, senza rimpianti, ma con un grande fardello  di affetti. Amai il popolo né  ne abusai, amai tutti, non odiai nemmeno il nemico. Mi si oscura l’universo».



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venerdì 8 agosto 2008

Incontro con l'Autore: Pietro Corsi

Incontro con lLunedì, 11 agosto a Casacalenda, Saletta Caradonio Di Blasio, ore 18.00


 


Molise d’Autore e la fondazione caradonio di blasio


presentano:


 


INCONTRO CON L’AUTORE


 


Pietro Corsi, ARABESCO Una storia di donne, briganti e cuori infranti


 


 L’autore racconterà il suo ultimo romanzo intervistato da


Gabriella Iacobucci


             partecipa         Loreta Giannetti


 


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…La magara riceveva tutti i suoi clienti come fossero personaggi importanti. Lo erano, per lei, tutti: gente che veniva da vicino e gente che veniva da lontano; ricchi, poveri cafoni e galantuomini, donne di casa ed eleganti signore; donne dal cuore di pietra ben intenzionate ad infrangere i cuori altrui; gente sana che in lei credeva e da lei si aspettava cure miracolose; gente che aveva un passato da ricordare, gente che viveva in un presente incerto e persino gente che pretendeva di voler conoscere i segreti nascosti nelle tenebre dell’universo….





 



 


Nell’ultimo romanzo di Pietro Corsi le storie si aprono a sorpresa, l’una dentro l’altra, come in una scatola cinese.


L’autore ci tiene a informare il lettore che le vicende intessute nel racconto hanno una loro storica consistenza: la presenza di briganti e di una principessa napoletana sul Molise, dove sono ambientate le storie, di una fattucchiera capace di risolvere persino questioni di amori contrastati o incompresi, l’apparizione improvvisa di una cometa che segnerà il destino di una famiglia nobiliare, l’inaugurazione del tratto ferroviario Benevento-Termoli destinato a collegare il Tirreno con l’Adriatico. I personaggi – frutto della fantasia dell’autore, che lui ritrova scovandoli, come gli piace dire, nella sua “sciagurata” memoria e tra i ruderi della sua esistenza -  svelano come la donna meridionale, dotata di saggezza e buon senso e dell’autorità necessaria per bilanciare le capricciose speranze dell’uomo, sia sempre stata, abilmente, alle redini del destino della propria famiglia.


Nell’ultima parte del romanzo vediamo Gina, la figura centrale, nel pieno della svolgimento delle sue mansioni patrimoniali. Ed è l’occasione, per l’autore, di farci rivedere la vita agricola e domestica dei giorni sepolti ormai sotto la polvere del tempo: la raccolta delle olive, la panificazione nei vecchi forni a legna, la mietitura e i pasti per i mietitori, tutti i misteri di un mondo contadino solo apparentemente dimenticato perché sempre vivo nelle leggende che continuano a tramandarsi di generazione in generazione.


 


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martedì 8 luglio 2008

riedizione libro su Arturo Giovannitti

E’ stata presentata, presso la Biblioteca Comunale di Ripabottoni, una nuova edizione del saggio ARTURO GIOVANNITTI di Renato Lalli  (Boulé, Quaderni di Studio, a cura di Marialaura Lolli).


 


Molise d'Autore ha partecipato con la presentazione di alcune poesie di questo eccezionale molisano nato a Ripabottoni nel 1884 ed emigrato in America a 17 anni che, per la sua appassionata attività di sindacalista, oratore  e poeta al servizio della lotta per la difesa dei diritti dei lavoratori, fu da alcuni definito "bardo della libertà".

domenica 29 giugno 2008

LA BAMBOLA CINESE,


La bambola cinese


 di Rita De Castro 



Romanzo scritto in una lingua in cui si fondono italiano e dialetto. Storia accattivante, personaggi autentici, non poca suspense, bello da leggere.


In una Napoli irrequieta, viene assassinata una turista cinese. Si occupa del caso il commissario Criscuolo che, tra sogni strani ed una forzata convivenza con una madre settantenne, vedova, ed una cameriera cinquantenne ficcanaso, continuamente in disputa, ma entrambe innamorate del loro eterno ragazzo che vorrebbero veder convolare al più presto a felici nozze, arriva, con pochi elementi, alla scoperta di una città sotterraneo, una chinatown napoletana stupenda ma misteriosa. Qui, insieme al suo fedele Riccio ed al suo stretto collaboratore: l’ispettore Marino, porta avanti le indagini che culminano con un colpo di scena sorprendente…..

SOLUZIONE BRANO N. 8

E’ Renata Di Martino l’autrice del brano n. 8. Nata a San Pietro Avellana, in provincia di Isernia, Renata si è trasferita con la famiglia a Napoli da ragazza. E di Napoli, come potete vedere dal suo scritto, ha assorbito non solo il linguaggio ma anche tutta la sua mentalità.


La caparbia, ostinata  molisana, che ha già un curriculum lungo di attività lavorative e di buone intenzioni, è approdata alla scrittura per puro caso; lei voleva fare l’attrice ottenendo, dopo tanta fatica, un provino. Purtroppo, quando arriva il suo turno, la parte è già assegnata. Renata non molla e prende la decisione di entrare comunque nel mondo del cinema attraverso un’altra porta: quella di sceneggiatrice, perché per scrivere basta una penna e un foglio di carta… e tanta fantasia, che non le manca.


Ed è così che inizia a scrivere le peripezie dell’indolente commissario Criscuolo realizzando il giallo QUATTRO PIUME PER L’ASSASSINO nel 2004 per Avagliano,  e, nel 2005,  LA BAMBOLA CINESE sempre con lo stesso editore. Inoltre ha scritto (a puntate ogni lunedì) per “Il Mattino” di Napoli le short story gialle con Criscuolo, il commissario protagonista dei suoi romanzi, meritandosi l’appellativo di “Camilleri” napoletana.


Altrettanto importante è la sua attività di attrice e sceneggiatrice.


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Il brano n. 8 è stato preso da La bambola cinese, di Renata di Martino.  Solo Rita (di cui troverete la critica)  ha indovinato; effettivamente la Di Martino non è ancora molto conosciuta. Auguriamo a questa scrittrice-attrice-sceneggiatrice-cantante  ironica tutto il successo che merita.

lunedì 23 giugno 2008

Soluzione brano n. 9

Halifax. L


Il titolo del libro del brano n. 9 è il nome di un porto molto importante del Canada. Molti di voi conoscono l’isola di Ellis Island, di fronte a New York, come porta d’America, dove milioni di emigrati hanno transitato e sofferto aspettando il nulla osta per l’entrata negli Stati Uniti. Pochi sanno, invece, che, fino all’avvento del trasporto aereo di massa (fine anni ’60) anche il Canada aveva la sua porta di accoglienza: molto più umana, certo, ma sempre uno sbarramento che stabiliva chi poteva entrare e chi era rispedito alla sua terra d’origine. Questo porto dove approdavano le navi cariche di emigranti è HALIFAX ed è il titolo dell’opera di Pietro Corsi. Stranamente il primo libro su questo argomento (scritto in italiano),  molto richiesto dalle Università canadesi e statunitensi, e che racconta e documenta la storia dell’emigrazione canadese filtrata dal molo Pier 21.


L’Autore ci ha informati che la traduzione è già stata fatta ed ora aspetta solo di essere pubblicata in terra d’America.


Cari amici canadesi, Pietro Corsi, attraverso Halifax. L’altra porta d’America (Cosmo Iannone ed., Isernia, 2003),  racconta la vostra storia.


Ad aver indovinato è solo la canadese Loreta (in Italia durante la presentazione del libro!). Però, ci si poteva arrivare dagli indizi, poiché la città costiera che si affaccia sull’Atlantico è una sola.


Isabella, Antonio, Ornella, Lisbeth hanno centrato sia il titolo che l’Autore. Bravi.


Per tutto quello che riguarda Pietro Corsi vi rimandiamo al suo bellissimo sito (cliccando sulla colonna di destra del blog). Troverete tutta la sua ricca produzione e la sua biografia.

venerdì 13 giugno 2008

SOLUZIONE BRANO N. 7

 VINCENZO CUOCO e il suo EPISTOLARIO


Complimenti a Pasquale, Maria, e Giovanni che hanno indovinato chi si celava sotto il brano n. 7 ricordandosi dei loro studi liceali: è vero, è il grande Vincenzo Cuoco e il suo Epistolario (1790-1817), a cura di Maurizio Martirano e Domenico Conte, Editori Laterza, pubblicato di recente grazie all’associazione  omonima, fortemente voluta da Luigi Biscardi. Si tratta della raccolta completa delle lettere scritte e ricevute da Vincenzo Cuoco, che gettano nuova luce sulla figura umana e intellettuale del molisano nelle varie tappe della sua vita.   


Per i 200 anni della nascita della Provincia di Molise, sempre l’associazione “Vincenzo Cuoco” aveva fatto ripubblicare il Platone in Italia.  Inoltre, essa sta per realizzare un grande portale sullo scrittore e giurista molisano. Quando sarà completato,  www.vincenzocuoco.it diverrà il sito web più documentato su questo straordinario personaggio nato a Civitacampomarano il 1 ottobre 1770 e morto a Napoli il 13 dicembre 1823.   Campobasso, grazie a queste iniziative, si candida a divenire il terzo polo di studi cuochiani.


Per avere informazioni più dettagliate su di lui vi consiglio il sito dell’enciclopedia wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo_Cuoco

giovedì 29 maggio 2008

Omaggio a Renato LALLI


Il 4 giugno 2008, alle ore 18, presso la Biblioteca “Albino”  di Campobasso,


Omaggio a Renato Lalli


Presentazione del volume: "Renato Lalli. Bibliografia degli scritti (1954-2007)" di Antonio Santoriello.


Interverranno: Giorgio Palmieri e Norberto Lombardi



 


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Saggista, storico, consulente culturale, nella sua lunga vita di studioso Renato Lalli ha indagato i tanti aspetti della realtà del Molise, occupandosi dei suoi personaggi storici, delle problematiche  politiche, della cultura e del folclore molisani e non solo. Indagini raccolte poi nella quarantina di volumi da lui pubblicati. Infinita è anche la sua produzione pubblicistica e i suoi interventi sull’”Almanacco del Molise”, l’”Archivio storico Molisano”, “Samnium”, “Molise Economico” e altri.


Ha fatto quindi bene la Provincia di Campobasso a pubblicare la bibliografia dei suoi scritti: scritti che interessano un pezzo importante della storia del Molise. Un lavoro davvero encomiabile quello di Antonio Santoriello, e che dà il meritato rilievo a questo fecondo scrittore molisano e che Molise d’Autore ha l’onore di annoverare tra i suoi Consiglieri culturali.


 


SIETE CALOROSAMENTE INVITATI A PARTECIPARE

mercoledì 28 maggio 2008

Carla Maria Russo a Campobasso

Carla Maria Russo, presentazione libroPRESENTAZIONE DEL LIBRO DI CARLA MARIA RUSSO:


Giovedì 29 maggio, alle ore 18.00, presso la Camera di Commercio di Campobasso,   Carla Maria Russo presenterà il suo libro:


L'Amante del Doge


1755. Il carnevale veneziano è all'apice dell'ebbrezza e della festa. Caterina Dolfin, nonostante il divieto materno, partecipa di nascosto a una festa in casa del console inglese Smith, per stordirsi e dimenticare per qualche ora i dispiaceri che l'assillano: la recente morte del padre, che l'ha educata all'amore per l'arte e allo studio della filosofia, la povertà e le nozze imminenti con un uomo che detesta, ma che la madre le impone. Nella biblioteca del palazzo incontra Andrea Tron, ambasciatore della Serenissima, erede di una delle più facoltose famiglie veneziane, cui tutti predicono un futuro da doge. Stregato dalla bellezza di Caterina e abituato a soddisfare ogni capriccio, Tron osa proporle un cinico patto: abbandonare il marito e divenire la sua amante fino a quando a lui piacerà, in cambio della sicurezza economica e della promessa di non intromettersi nella sua vita privata. Da quel momento Caterina si trasforma in un'adultera, ma anche in una donna padrona di sé e delle proprie scelte, spesso contro corrente e pericolose, incurante del disprezzo della società, che non le perdona la coraggiosa sfida alle sue regole. Ma Tron, contro ogni aspettativa e contro la sua stessa volontà, è costretto ad ammettere che il legame con la Dolfina si è trasformato in un sentimento che non può ignorare e che esige una improrogabile e difficile scelta.


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Potete leggere la biografia della scrittrice, di origine molisana, cliccando sulla colonna di destra “sito di Carla Maria Russo”.  La vostra presenza è graditissima.


 

lunedì 19 maggio 2008

INDIZI BRANI N. 7-8-9

 


L’autore del brano n. 7 è stato indovinato da Fernanda. Non era molto difficile per lei, una Cardone, discendente di Olimpia Frangipani, la donna di cui si era innamorato il nostro scrittore. Ma lascio indovinare anche a voi perché il personaggio merita.


Saggista, giornalista, scrittore, uomo politico, partecipa alla Rivoluzione napoletana del 1799. Costretto all’esilio dai Borboni, si rifugia a Parigi e a Milano dove dirige “Il giornale italiano”. Viene successivamente richiamato a Napoli da Giuseppe Bonaparte che gli conferisce numerosi ed importanti incarichi pubblici, tra cui quello di Presidente del Consiglio Generale della Provincia di Molise. E’ tra i fautori dell’attuale assetto territoriale della regione Molise che nel 2007 ha festeggiato i suoi 200 anni di storia.


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Il brano n. 8 è stato scritto da una scrittrice che è anche attrice, originaria di San Pietro Avellana.


Poi vi racconterò come si è data alla scrittura….


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E’ una città costiera del Canada la protagonista del brano n. 9. Cari amici d’Oltreoceano, anche se non sapete l’autore perché il libro sta per essere tradotto in Canada, non dovrebbe essere difficile per voi capire il titolo poiché questa città è stata importantissima per l’emigrazione fino agli anni ‘60. Lo scrittore non vive più in Canada, ma vi ha lasciato i suoi ricordi più sofferti e belli.


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A VOI LA SOLUZIONE!

domenica 4 maggio 2008

CHI E' L'AUTORE? - 7

BRANO N. 9


SCOPRI AUTORE E TITOLO DELL’OPERA


 


Da quel momento cominciò la punizione dell’Olympia che sarebbe stata, poi, la punizione di ognuno dei suoi inconsapevoli passeggeri. Per me, per loro, il mondo altro non era ormai che quell’oceano arrabbiato e temibile, imprevedibile. Il nostro vero mondo, la nostra patria, era già solo un’immagine remota da conservare nello scrigno sacro, e segreto, della mente.


Misteriose correnti marine increspavano la superficie delle acque creando onde maestose che si alzavano e cadevano fragorosamente sui ponti della nave per poi slavarsi, sempre con orrendo fragore, lungo le fiancate. Quelle code d’acqua marina di un verde-rame sporco, melmoso, coprivano gli oblò dei saloni e delle cabine, dai ponti alti a quelli bassi per poi scomparire, risucchiate dall’oceano, lasciandosi dietro lunghi fili di bava.


Mentre i legni della nave scricchiolavano – una lenta, monotona litania che faceva pensare al tempo senza fine, - i cuori dei passeggeri si fermavano in attesa di quello che sembrava dover essere l’inevitabile: la prua puntava sul basso e non si sapeva se volesse, così, vincere la forza soprannaturale di quelle potenti onde marine, o se da esse stava per essere risucchiata.


E se veniva risucchiata, dove l’avrebbe portata, quel risucchio: sui fondali marini? No! Non ancora.


Lentamente e prima impercettibilmente, poi rumorosamente, la poppa si innalzava, le eliche uscivano dalle acque e la nave raggiungeva l’immobilità: uno stato di sospensione. Si udivano, ripercuotendosi nelle cabine lungo i corridoi e nei saloni, i rumori delle eliche impazzite fuori dal loro elemento naturale e quello dei legni che, come in un lamento umano, scricchiolavano come dovessero, da un momento all’altro, spaccarsi, staccarsi dal guscio della nave.


Superato quello stato di sospensione la poppa si abbassava, con un pesante fragore, si perdeva nella bianca spuma delle acque bollenti per poi uscire con un risucchio che voleva somigliare ad un fischio lungo continuo, un richiamo alla normalità. Poi niente. Un sospiro di sollievo: non era successo niente!


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INDIZI


Quest’opera, pubblicata in Italia qualche anno fa,  è una pietra miliare per l’emigrazione in Canada.

CHI E' L'AUTORE? - 6

BRANO N. 8


SCOPRI AUTORE E TITOLO DELL’OPERA


“Signora Greco, dove avete comperato la bambola con il libro di favole per vostra nipote?”


Giuseppina Greco, all’altro capo del telefono: “Facìteme arricurdà… ah sì! A vico Giardinetto, da Ciruzzo”.


Criscuolo alzò gli occhi al cielo, cercò di controllarsi almeno nella voce, poi disse: “Come si chiama il negozio?”


“Nun tene nomme, però lo vedete subbito… Chillo ‘o vico è piccerillo, vende tutte cose per bambini.”


All’imbocco di vico Giardinetto, Criscuolo e Miccio furono investiti da una nuvola d’incenso, mentre una voce proferiva ogni sorta d’insulti e invettive a raffica, irripetibili. Sembrava provenire del fumo dall’interno. A Criscuolo sembrò, come nei ricordi di film per bambini, che Belzebù stesse per materializzarsi al diradare veloce della nuvola, e che con quella voce avesse inteso annunciarsi prima di palesarsi con le sue spaventose sembianze. Apparve invece una vecchia, non meno spaventosa nell’aspetto, ma di certo in carne ed ossa, a giudicare dai colpi di tosse che sembrava le stessero spaccando i polmoni. Tra un accesso e l’altro, quando sembrava che stesse lì lì per consegnare l’anima al diavolo, faceva fluire dalla bocca tutto il repertorio di parolacce e maledizioni, patrimonio del dialetto napoletano arcaico, e di quello più comune che si parla ancora oggi, come:


“Puozze sculà! All’anema ‘e chi t’è mmuorto!”


Bersaglio di tanti improperi era un uomo con un look da pazzariello scalcinato, che agitava un barattolo appeso ad un fil di ferro da cui usciva il fumo d’incenso.  Quando il poveretto riuscì a pronunciare parola, rispose implorante: “Ma quello porta fortuna, non si rifiuta. Dateme coccosa!”.


“Si nun te vaje, t’’o chiavo ‘nfaccia stu cuppetiello! – blatterò la vecchia. Poi, ingoiando dopo un accesso di tosse: - Puozze passà ciente guaje! Io tengo l’asma! Me vuò fa’ murì?!”.


A quell’affermazione, l’uomo dell’incenso andò via scusandosi. La vecchia continuò ad inveire anche in assenza del responsabile, fino a quando la tosse cessò completamente.


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INDIZI


L’autore/autrice è specializzato/a nei gialli napoletani e, come vedete, sono davvero divertenti.

sabato 3 maggio 2008

CHI E' L'AUTORE? - 5

Brano n. 7


SCOPRI AUTORE E TITOLO DELL’OPERA


…avea allora più metafisica nella mente, più vita nel cuore, ed era con me tal donna che poteva disputar con molti sui precetti e dare a tutti, in moltissime cose, modelli di bello. La natura non le avea negato nessuno di quei doni onde suol rendere care e pericolose le sue simili, ed una bene istituita educazione non avea trascurato nessuno dei beni della natura. Ella non si credeva filosofa, ed in verità non professava filosofia, se per filosofia s’intende l’arte di persuadere se stesso che si sappia tutto e di dispensarsi da ulteriori dubbi e ricerche; ma ella s’interrogava, e le interrogazioni sue erano più istrutte di ogni decisione. Ella non era erudita, perché non credeva essere un merito l’aver letto molto; ma, per uno che voleva ragionar di bello, ella valeva una biblioteca intera, perché te ne presentava ad ogni momento le più grandi osservazioni. Conosceva il disegno, il ballo, la poesia, e, sopra tutte le altre belle arti, amava e coltivava la musica, e le sue osservazioni eran figlie delle arti sue. Con questa donna, dunque, io ragionai quasi un mese sul piacere e sul bello. La disputa, incominciata un giorno, come per caso, ad occasione della lettura di un libro, ci parve tanto importante che risolvemmo di consacrarci due ore ogni giorno. Ed in quelle due ore noi due sembravamo trasformati in due dialettici del Portico e dell’Accademia antica; talché a chi allora ci avesse veduti, più delle materie delle quali ragionavamo, sarebbe apparso singolare il nostro contegno. Ed era veramente tale, e più d’uno ci diceva: Ma non avete a che altro pensare? Alle donne sembrava strano come si passassero due ore senza parlar di mode, senza dir male, senza fare all’amore. Agli uomini giovani, stranissimo che non si facesse all’amore, non si parlasse di cavalli, non si giuocasse. Ai vecchi, che si parlasse di queste frivolezze e non della rivoluzione di Francia….


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PRIMI INDIZI


E’ una lettera inviata dall’autore ad un amico nel corso del 1800. La donna di cui parla è Olimpia Frangipani. Non dovrebbe essere quindi difficile indovinare.

sabato 26 aprile 2008

IL LIBRO DEL MESE

LEGGIAMO INSIEME….


 


Dopo i brani di letteratura scelti da Barbara di cui, con l'aiuto degli indizi da lei sapientemente creati, dovevate indovinare l'autore,  lanciamo una nuova proposta: IL LIBRO DEL MESE. Un libro sul quale vogliamo attirare la vostra attenzione e che vi inviteremo a leggere, a discutere, commentare.


 


Il primo sarà VITE DEI SANTI, un best seller dello scrittore canadese di origine molisana Nino Ricci uscito in Italia nel 1994 (Editore Monteleone, Vibo Valentia).


 


Per chi non lo avesse ancora letto, informiamo che si può prendere in prestito alla Biblioteca Albino di Campobasso, o in quella di Isernia, o acquistarlo  presso le librerie della propria città. Per facilitarvi la ricerca presso le biblioteche pubbliche nazionali e internazionali vi abbiamo messo dei link (sulla destra) dove digitando il nome dello scrittore potete sapere tutto del libro (Biblioteche OPAC libri italiani pubblicati; Biblioteche nel mondo).


 


Per i lettori canadesi, non sarà difficile trovare nel loro paese il testo originale  (Lives Of The Saints) e in francese (Les yeux bleus et le serpent).


 


Quello che vi si chiede, questa volta, è di scrivere qualunque cosa possa avere attinenza con questo libro oppure con il suo autore. Dite se lo avete letto e in quale lingua,  o se ne avete sentito parlare; nel primo caso, esprimete il vostro parere, anche  in poche parole, o scrivete un breve commento, o dite cosa  o quale parte del romanzo vi sono piaciuti di più, o di meno... Potremo anche inoltrare allo scrittore Ricci o alla traduttrice vostre domande sull’opera.


La presidente


   


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sabato 19 aprile 2008

Giuseppe Molino e Casacalenda

Cenni sullo scrittore Giuseppe Molino


di Isa Vincelli


 


 


Soggiornando, nei mesi estivi, a Casacalenda, nella vecchia casa di mio nonno paterno, ho la possibilità, a me molto gradita, di rivedere e ritrovare vecchi amici di mio padre e vecchi miei amici. Del resto, nei mesi estivi, nei piccoli paesi del Molise, ci si ritrova un po’ tutti e tutti con la stessa voglia di raccontarsi.


Tre o quattro anni fa ho avuto modo di riabbracciare con affetto un cugino di secondo grado, di parecchi anni più avanti di me. C’eravamo persi di vista, un po’ perché lui da anni vive in una città del nord e un po’ per la distanza di età che c’è tra noi. Si tratta di Giuseppe Molino, menzionato da Barbara Bertolini, tra gli scrittori molisani.


In un pomeriggio del mese di agosto egli mi fa visita con la moglie Teresa e il piacere di parlare dei nostri parenti, dei nostri nonni, che erano tra loro fratelli e di tante altre cose, fa passare le ore senza che ce ne accorgessimo. Da quel pomeriggio ci siamo incontrati spesso e, nelle lunghe chiacchierate, mi racconta della sua  vita, soprattutto degli anni avventurosi  della sua giovinezza che,  precisa, ha anche trascritto  per fissarne la memoria , in un piccolo libro. Ci tiene a dirmi che non si sente affatto uno scrittore e che le pagine del suo lavoro, lette dai giovani, possano essere per loro semplicemente uno spunto di incoraggiamento e di aiuto nella vita.


GIUSEPPE MOLINO,chiamato dagli amici PEPPE, è nato a Casacalenda nel 1925. Frequenta la scuola superiore a Campobasso e supera alcuni esami all’università di Bari. Emigra per ben tre volte nelle Americhe in cerca di lavoro e, come tanti emigrati molisani e italiani,  affronta numerose e difficili situazioni in prospettiva di un miglioramento di vita. Ma, dopo varie vicissitudini, torna nel suo Paese d’origine definitivamente, continuando a districarsi tra difficoltà di vario genere. Completa gli studi universitari e, laureto, insegna lingue straniere nella scuola media. Attualmente vive a Merano in provincia di Venezia.


Il suo testo, annoverato tra i memoriali, è intitolato:”PER IL MONDO IN CERCA DI FORTUNA(Cosmo Iannone  Editore).


Il libro racconta con apprezzabile sincerità momenti significativi di una storia di vita: vita dura (come quella di tanti emigrati molisani),  affrontata con coraggio e con profondo senso dell’esistenza.


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mercoledì 9 aprile 2008

Novelle Molisane di Lina Pietravalle

Pietravalle 003LINA PIETRAVALLE


Bisognava leggere un libro sulle donne del Molise e trovare le scrittrici. Dunque ho trovato. Si tratta  di Lina Pietravalle (1887-1956). Questa signora, d'un gran fascino, originaria di Fasano (Brindisi) trascorre la gran parte della sua vita nel Molise, in particolare a Salcito, paese d'origine dei suoi genitori. La scrittrice è citata in numerose antologie (è menzionata anche nel libro "Il tempo sospeso. Donne nella storia del Molise) come la più importante scrittrice molisana; è autrice di numerose novelle ed un romanzo (La catena - Mondadori 1930). Fa anche attività di pubblicista con alcune delle più importanti riviste e giornali nazionali dell'epoca (Il Mattino, Il Roma, La Tribuna Illustrata). Descrive il Molise in questo modo poetico:


«Paese scalzo e disadorno, immelanconito dalla solitudine e irretito dal disinganno... Il Molise calmo e patetico dei pascoli a delle valli colme di silenzio....»


Una giornata di studi su questa importante scrittrice è stata organizzata nel 2006 dall’Università di  Campobasso in occasione del cinquantesimo anniversario della sua scomparsa. La libreria editrice Filopoli di Campobasso ha ristampato nel 2006 il suo libro “I racconti della terra”.


                                                                                                                                             Loreta Giannetti


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Lina Pietravalle,  Novelle Molisane


di Anna Moffa


La novella “Marcia nuziale” di Lina Pietravalle (estratto pubblicato su questo blog),  è il racconto del viaggio di due novelli sposi verso un paesino del Molise, per presentare la giovane moglie ai parenti del marito, ma è soprattutto un viaggio nella memoria, all’interno di un arcaico mondo contadino che ha, per il lettore, il fascino di ciò che non è più.


Dal momento in cui la coppia lascia Napoli, dopo una sfarzosa cerimonia di nozze ed è costretta a proseguire in groppa a due giumente, la prospettiva cambia e si entra in un’altra dimensione, dove il tempo scorre con ritmo lento dentro un paesaggio “solenne e meditativo”.


Il narratore è la giovane sposa che osserva e annota: come in una serie di “bozzetti”, dipinti con grazia, acutezza e, sovente, arguzia, prendono forma ambienti e figure in cui, chi ha frequentato, seppure occasionalmente, queste contrade del sud, in tempi non poi tanto lontani, trova qualcosa di indefinitamente familiare.


Attraverso la ricerca accurata della parola, intercalata a volte con i suoni del dialetto, rivive un microcosmo paesano legato a consuetudini e vecchie usanze: suggestivo il rito corale dell’accoglienza della sposa nel suo ingenuo eccesso tra paganesimo e devozione, pomposità e spontaneità.


 


L’autrice ricorda (la novella è autobiografica) fatti avvenuti tempo addietro che, attingendo alla memoria, hanno assunto un che di magico e l’incanto di antiche storie che catturano l’attenzione dosando sapientemente il vero con il verosimile.


Le Novelle Molisane di Lina Pietravalle sono state pubblicate a cura di Nicoletta Pietravalle, dalla Casa molisana del libro editrice, Campobasso 1975


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Ad indovinare la scrittrice del brano n. 5 sono stati in molti ma solo Antonio, Giovanna e  Rosa hanno scoperto che il brano era stato tratto da Novelle Molisane. La domanda “quando ha cominciato a scrivere sui giornali quali erano i suoi argomenti preferiti? (le novelle) li ha messi sulla strada giusta. Bravi a tutti. Continuate a seguirci perché abbiamo intenzione di immettere nuovi brani e di lanciare una lettura collettiva.


 

giovedì 3 aprile 2008

Marco Micone e Le figuier enchanté

Marco Micone Marco Micone è nato a Montelongo.
Docente, traduttore, drammaturgo, oltre a Addolorata (1982) Gens du silence (1993) e Déjà l'agonie (1989) ha scritto Le Figuier enchanté per il quale ha ricevuto il Premio des Arcades di Bologna nel 1993.
Il Figuier enchanté è un'autobiografia che parla della cultura degli emigrati e della cultura quebecchese.
Racconta che il nonno aveva piantato un fico due giorni prima che il ragazzo emigrasse in America. Quando ritornerà dopo anni nel suo paese, il nonno gli servirà a colazione i fichi dell’albero piantato tempo prima.
Poi quando si recherà nel luogo dove il nonno aveva piantato il fico, "ci girerà intorno parecchie volte" scoprendo con grande stupore che questa pianta è diventata grande, e penserà di essere davanti ad un albero incantato.
Suo nonno aveva innestato, infatti, il ramo di un altro tipo di fico, che dà un frutto color malva.
Rimarrà sconvolto da questa visione, e suo nonno gli spiegherà che si è preso cura dell'albero come se fosse stato lui, suo nipote.
 Josée  (Montréal)


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I did some research on Marco Micone. Wow, I'd love to read his plays. I must get a hold of them.


He was born in Montelongo in 1945 and immigrated to Montreal in '58. I think you said no one discovered where he was born. Great to learn about him


Thanks Tina


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Siamo liete di aver fatto scoprire questo importante autore canadese. Il paese di origine di Marco Micone è stato indovinato da Tina ed è Montelongo, un piccolo agglomerato del Basso Molise che si caratterizza per una forte percentuale di “professionisti”. La Torre Magliano si trova di fronte al sua paese.  


Le figuier anchanté, di cui parla Josée, è stato tradotto in italiano da Marcella Marcelli e dallo stesso Micone (che è anche traduttore di grande spessore) con il titolo di “Il fico magico” e pubblicato da Cosmo Iannone nel 2005.