domenica 23 giugno 2019

ACQUERELLI E POESIA



Nei giorni scorsi il CIAM, Centro Internazionale dell’Acquerello Molisano fondato a Casacalenda da Loreta Giannetti, ha festeggiato i suoi primi dieci anni di vita con una Mostra retrospettiva in cui comparivano opere di professionisti ma anche di semplici principianti che hanno seguito i corsi in questi anni.
L’idea, questa volta, era di abbinare a ogni acquerello un verso o un frammento di un autore molisano che lo commentasse o che, a sua volta, lo stesso acquerello suggerisse.




Per  Molise d’Autore- cui è stato affidato il compito di sceglierli-  è stata l’occasione di passare in rassegna autori di ieri e di oggi, e di riscoprire i momenti di poesia che qui vi proponiamo per condividerli con voi e per  ricordarvi i nostri scrittori.
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I giorni di sole sono rimasti tra le spighe / coi canti sotto le querce / al suono d’un’armonica.    da Rocce di tufo di Nicola Iacobacci 
Agosto è con me nel silenzio del sole…   versi di Romeo Iurescia
L’estate avanza e mi chiede parole, / rispondo con un sospiro. Da Estate 2016  di Vincenza Pede

Nella scia della brezza / che tra i vicoli insinua storie…   versi di Tiziana Antonilli



Era come se il luogo stesso, la terra con le sue distese incolte, il paese con le sue case in rovina, fosse diventato vecchio e decrepito, stesse pian piano ciondolando il capo prima di addormentarsi per sempre… da Il fratello italiano di Nino Ricci

Si allungavano fieri, ermetici, balenando di raggi come armature brune nell’ultimo sole.
Dal romanzo Le Catene di Lina Pietravalle



A balle lu sciume lucente / ze stenne a luna e me manna / na voce accurata. / Che vò? // Nze smove na prèta, nze sente / nu sfrusce; lu core z’affanna / sul’isse e camina. Do va? // Nu cane mo bbaia a la luna. / Do sta?
A valle il fiume lucente / si stende alla luna e mi manda / una voce accorata. / Che vuole?// Non si smuove una pietra, non si sente / un fruscio; il cuore si affanna/ solo lui e cammina. / Dove va? // Un cane ora abbaia alla luna. / Dove sta? Da Sule di Eugenio Cirese

E tutto quello che riuscivo a vedere con chiarezza del futuro era come uno spazio senza limiti che nella mia testa assumeva l’aspetto del mare… da Vite dei Santi di Nino Ricci

Da ri munte va ru mare / chesta Terra de Mulise: / cchiù la ‘uarde e bbell’appare  / cumm’è bielle nu surrise.
Dai monti va al mare questa terra di Molise: / più la guardi e più bella appare / come è bello un sorriso.  da Terra nostra di Emilio Spensieri

A volte, correndo, vedevamo, in mezzo al grano verde, l’albero delle melucce dolci che maturano a primavera e ci mettevamo per i campi. Muovevamo le braccia per farci strada nel folto del grano, che in certi punti era più alto di noi, e passavamo in fila dentro un’aria verde, velata, odorosa. Lì in mezzo, se all’improvviso m’appariva il giglio rosso selvatico, lasciavo la fila per coglierlo e restavo solo. Da La chiesa di Canneto di Felice del Vecchio

Verso le undici di sera del 10 settembre 1951, nella sala da gioco del Bar Centrale c’erano pochi giocatori
raccolti intorno a un tavolo fiocamente illuminato dall’unica lampadina che scendeva, nuda, in quell’angolo
della sala. Da Omicidio in un paese di cacciatori di Pietro Corsi


Trame d’acqua, / versi sciolti, fili / intrecciati sul telaio. Da Sintomi di Alofilia di Michele Porsia

Intanto l’autunno sui monti era declinato rapidamente; l’aria pareva cenere soffiata appena e le montagne s’eran fatte tetre e solenni con i corvi blu e neri che gracchiavano…
Dal racconto Rafaniello di Lina Pietravalle

Migliaia di uccelli migrano ogni stagione, / lungo le loro rotte sicure voglio / galleggiare, sulle        nuvole. / Come sulle onde / sostenuta dalle braccia fresche del vento, / incontro al sole. Da Percorso sensoriale, di Vincenza Pede


Vulà come n’astore / che fa la rota attuorne a le muntagne, / vénce lu viente e segna ru cunfine / da cima a cima.
Volare come un astore / che fa la ruota attorno alle montagne, / vince il vento e segna il confine / da cima a cima.  L’astore di Eugenio Cirese)

Laddove la campagna pianeggiava, al di qua del torrente, c’era il vigneto di suo padre e, a fianco, quello del
notaio. I vitigni risplendevano di un verdeazzurro che annunciava buoni raccolti. Anche il suo, a monte
dell’altra parte del corso del Cigno, era immerso in quel colore rassicurante. Da Omicidio in un paese di cacciatori di Pietro Corsi

Lo stupore della mia terra / ora è nel canto dell’usignolo. Da Rocce di Tufo di Nicola Iacobacci

Rèporteme né case / nu Molise / ché tutto il mondo l’ho / girato. Di Familia di Giose Rimanelli

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